lunedì, gennaio 16, 2017

485, Rivisto





Ogni epoca della storia mondiale è un’epoca dell’erranza.

HEIDEGGER




Le dodici. Un orario sull’orologio di strada dell’altro secolo. Lancette pesanti, nere, nell’acquario del tempo. E’ così caldo che le figure di uomini su Canal St. sono la cosa più vera che abbia mai detto. Una coazione interrotta nell’adolescenza, quando gli scaffali delle biblioteche erano lo zenit della vita matura. Fantasie da adolescente. Fermato per una birra ghiacciata tanto per alimentare una giornata. Gruppi di ragazze venute dagli stati limitrofi per il fine settimana. Capelli tinti di platino, colori in faccia, grandi bicchieri da asporto in plastica. Soliti drink dolciastri ad alta gradazione-new orleans. Qualche nero sovrappeso scende le scale del casinò trascinandosi turbato, facendo no con la testa. Anche se sono a centinaia di metri di distanza dalla sua faccia, vedo il sudore che convoglia sul collo contratto. Forse una cattiva fortuna e nessun amore a casa. Una riproduzione di una locandina del jazz festival del 1975. Uomini con cappello e ombrello nero, per ripararsi dalla bolla dell’equatore o dalla morte riparatrice nei paraggi. Fare un’altra vita lontano da qui, da questi luoghi, non è una cosa che si può determinare, calcolare. Io arrivo da lontano. Se si dovesse parlare e dire le cose come stanno. Ogni tanto vado al mercato e sento la gente che parla per comprare anelli, collane, riferimenti ancestrali per la famiglia di origine. Dietro Frenchmen qualche spettacolo di folk music. Andando avanti fino ad Arabi. Seduto con un’elegante donna di colore per parlare del passato. La mia ragazza ora fa la commessa in un negozio di cianfrusaglie dark & vago stile rock n roll. Viene dalla Florida. E’ fortemente bisessuale. Quando ci siamo conosciuti mi ha chiesto se la cosa mi andasse bene. Le ho risposto che non potevo aspettarmi di meglio. La sua ragazza è austriaca. Diciamo che ha una passione sfrenata per la madrepatria Europa. Si ritorna sempre all’alveo di concepimento. E’ tutto molto facile se si parla di stanze impolverate, ricordi circolari, un’altra rollata di tabacco. L’altra sera ha voluto fare un giro lungo gli argini del fiume e dopo è scesa dalla macchina e se ne è tornata a casa a piedi verso il Vieux. 12 chilometri a ridosso del paradiso celeste. Cara vecchia solitudine, ha scritto su un biglietto. Domenica notte mi ha detto che sentiva la sua vita spargersi ed aprirsi come il sangue su un lenzuolo. Cliché ricorrente per una donna che se ne sta andando. Perdere interesse in una donna è diventata una routine inevitabile. La voracità di chi non si accontenta e non si ferma ti porta ad essere sempre lo straniero di turno in ogni posto in cui mai potresti essere e ad esempio, dritto nelle braccia di madre erranza. Lontano da questi luoghi. Vetrine su Canal, offerte irrefutabili. Non c’è nessuna fossa che può accogliere il mio corpo, diceva Johnny Cash. Se leggi i giornali, se ascolti la voce del predicatore, se ti attieni a quanto ti hanno insegnato, se solo cara prudenza potessi avere un’altro nome. Ancora le dodici sull’orologio di Canal St. Mi hanno detto che è rotto da almeno dodici anni.






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