venerdì, luglio 31, 2015

Caramelle del Sud









mi sono svegliato nel buio
ho aperto le tende per farmi vedere

treni & grandi costruzioni dell’Occidente
hotel protetti da uno steccato

la sabbia del deserto che reclama
la propria indipendente dignità

aperto le tende verso la strada nel deserto
curve metaboliche & una risata di bambina

ripiegamenti che durano due millenni
una lunga storia mascherata

blocchetti di alberghi
la sacralità da quattro soldi negli archivi

la pietà dismessa a 37 cents
il libro degli schiavi come quello dei morti

il libro dei morti dell’occidente
lunghe file desiderate

alcune storie non ancora raccontate
il libro della vita all’epoca della ragione finanziaria

gli uomini le persone - sporca Legge del Sud
duplice omicidio sulla R-61

tu puoi capire - inversione
questa città, tutto il tempo stato in giro

il potere del sole & il suo impero
4.00 di fronte al fiume

giorno per giorno
lunga a scia a dubitare

questi secoli dorati
questo agglomerato

come mio padre
e ancora il padre di mio padre

e il padre di suo padre ancora
a ritroso sotto i cieli pieni

e mi diceva
figlio c’è qualcosa là fuori

ma io ho sempre creduto
solo ai libri

alle macchine da scrivere
alle donne

ai bar solitari
ai letti per i corpi

un posto dove vivere
prima di dire morto & andato

una luce attraverso il corpo
la terra con i suoi diseredati

questa vita così intera
interminabili donne ai distributori, ancora

una parte della città ha smesso di piangere
osservandoci nei sottopassi

tutto quello che luccica
quartiere per quartiere

solo questa città
fin dove possa arrivare





sabato, luglio 25, 2015

Qualsiasi Direzione



fuori dalla tua porta
quando già è tutto è andato
& la gente torna a lavorare

per una settimana ad aspettare
forse potevi fare di meglio
io non sarò con te

ho vinto al casino
ho scritto meglio
ho corso meno rischi

quello che voglio
dovrebbe essere a casa
& il mio ritorno




Dopo che sei andata avanti, 2



dopo la serata
dopo che sei andata avanti

& indietro
tra i tavoli

un cuore d'oro
dove poteva perdere il proprio orgoglio

senza che
ti mettessero su un piedistallo

difficile da dimenticarselo
ogni giorno prima di rincominciare ogni sera

è solo un sabato di pioggia
ogni ragazza troppo giovane

non è mai così libera
& non si puoi mai sentire così sola

i diari della tua amica
pensi sempre al sabato sera

dicevano
l’amore è dappertutto

cosa siamo alla fine
non molto di quello che abbiamo fatto prima

so che mi sono perso prima
che la palude arrivasse

& tu continui a truccarti
per le serate & chi ti paga.




lunedì, luglio 20, 2015

147,2




questa intera vita è stato un miracolo e noi non ce ne siamo mai accorti non l’abbiamo mai saputo è credibile quello che sto dicendo? mio padre e mia madre sono morti da quasi vent’anni e io vado avanti con le stesse cose, giorno dopo giorno e dove i giorni non si distinguono più da anni per stare in piedi lavoro al bar e mi metto a posto col proprietario orari flessibili con le foto e gli articoli mi pago a malapena le birre le dicevo che ero nella zona per proporre un servizio ai giornali della regione cosa che poi non è andata in porto ma tant’è la ragazza che ho visto fuori dalla tavola calda a la hache, sembrava placida, ferma io ero nelle zone per fotografare le raffinerie e cercare di scambiare qualche parole sul sindacato a proposito dei nuovi contratti con una massa di clandestini che sono stati poi regolarizzati dio benedica il presidente di questa nazione dio abbia in gloria lo stato dei pellicani la nazione del chi l’ha fatto ci diciamo tutte queste cose la nostra è una coazione a giustificarci andiamo avanti camminiamo sui morti visti alla tv camminiamo sui nostri genitori sui nostri parenti e poi ci ritroviamo a quarant’anni senza niente da dire anche se ci avevano detto che ci amavano che eravamo degli ottimi giornalisti degli scrittori innovativi eccellenti e che facevamo scatti dorati e che avrebbero cambiato la sensibilità di comunità intere no, noi ci siamo messi qui ... la ragazza beveva un caffè di sicuro perché dopo sono entrato e sapevo già che non servivano alcoolici ma era presto & sappiate ho una regola: mai prima delle 5 ed è l’unica cosa che rispetto.





domenica, luglio 19, 2015

Nirvana

Nirvana

147, 1





il sole andato nel fondo dei raccordi stradali la radio della macchina ancora accesa per sopravvivere alla migrazione primaverile degli uccelli e degli esseri umani che accompagnano una strada da prendere dopo le sette di sera grandi sopraelevazioni sospese a centinaia di metri d’altezza sopra sulla valle arsa dal petrolio fuoriuscito e incendiato per alcune trivellazioni non contenute le luci esterne di un cinema abbandonato sono rimaste senza elettricità da una quantità temporale senza nome e forma fuori dalla tavola calda macchine con grossi pneumatici fuorimisura danno il benvenuto a qualche avventore di solo passaggio e lei quella ragazza che su un tavolo bianco e tiene un giornale dalla carta color seppia, che sembra dire a tutti ho visto il mondo, guarda pagine su pagine fino ad arrivare alla sezione annunci, non quella per cuori solitari ma quella delle offerte di lavoro, avrebbe voluto portarsi dietro un pennarello per cerchiare annunci e numeri di telefono ma non lo ha fatto e non farà niente di tutto questo poi sposta il giornale e si prende un altro bel sorso di caffè e ordina un frullato alla vaniglia butta un occhio fuori dalla vetrina e ha visto che che sto camminando fuori.