mercoledì, novembre 30, 2011

La scollatura dalla terra



E' dopo tre bicchieri
sopra la pelle delle guance
che vai a rifarti il trucco
dici che siamo odiati
tamponi una promessa d'amore
patteggi con il persecutore della notte
ti fa camminare così dritta
dopo aver poggiato i gomiti
sui padroni della terra e sui veleni
mangiata dalla libidine
che sorregge ancora
il tuo corpo tentato di donna
è solo adesso che ti si ritorce contro
essere una donna
con un proclama
con un mestruo finito
o comunque interrotto
e quando lei mi ha chiamato piangendo
con il terrore di diventare madre
e te l'ho detto
hai risolto gonfiando la pasta
della tua amara sopravvivenza
davanti ad uno specchio
mi hai chiesto
ma stavolta cantala più vecchia
e le unghie le hai lasciate
su un pugnale di marmo
mentre mettevi lo smalto
dove ti era ancora possibile
stai da me stanotte
ho rubato dei vestiti
voglio essere tua figlia per una notte
insegnami
come si sta in piedi
dove è fondo e non si tocca
o come ci si mette
a suonare a scrivere a parlare
mettimi del caffè nel brandy
o fammelo liscio
una volta per tutte
prima di quando tiro le tende
e rompo il vetro dei lampadari liberty
prendi il tuo libro
e portalo a letto
come un padre stravagante & maligno
che poi mi lascia
dirti di fermarti
dirti alle 4:00
abbiamo un problema
ma quando lei ha venti anni meno di me
ed ero piena di ricci
hai visto questa foto
hai scatenato una violenza
sulla schiena
tra le gambe
e per farti stare dentro
un padre stravagante & maligno
dopo il mio terzo bicchiere
in fila più che fossi una profetessa lieta
sei stato dove è fondo
dove la fertilità era grano duro e ritirato
ma non era dimenticata la gioia
delle cose migliori
una delle tante Lulu di Wedekind
con una collana ancestrale
ed un piacere tutto trattenuto
sotto passa un'automobile
non sembra neanche per strada
solo fiato chimico di carbone
quanto i  misfatti di un matrimonio
prenderli da uno
e trasferirli ad un altro
una buona madre al mattino
con una nave che va a fuoco
mettere la bocca nelle mani dicendo
padre stravagante più che maligno
prima che mi lasciassi
con l'infamia delle tue parole
solo perché ero esistita
ed avevo fatto
quello per cui mi avevi cercata
per mesi
per niente scontato
abbassare le mani
un'altra volta
dove la linea della scollatura dalla terra
prende quella di una solenne questione personale
e dove i sopravvissuti non sono permessi

Leonard Cohen Diamonds in the Mine Live At The Isle Of Wight


domenica, novembre 27, 2011

Grande Bernhard al Teatro I


PRIMA DELLA PENSIONE (2006)
di Thomas Bernhard
Traduzione Roberto Menin
con:
ALESSANDRO GENOVESI è Rudolf Höller, presidente del tribunale ed ex-ufficiale delle SS
ELENA RUSSO ARMAN sua sorella Clara
FEDERICA FRACASSI sua sorella Vera
FRANCESCA GAROLLA il testimone Olga
IL PUBBLICO un testimone
Progetto e regia Renzo Martinelli
Aiuto regia Elena Cerasetti e Francesca Garolla
Suono Giuseppe Ielasi
Tecnica Marco Preatoni
Disegno Luci Lucio Lucà
Fotografia Andrea Messana, Salvatore Lanteri
Produzione Teatro i
con il patrocinio di
Comune di Milano - Assessorato Cultura e Musei, Provincia di Milano, Forum Austriaco di Cultura a Milano
Dopo Il teatro è cominciato. Un esercizio per Thomas Bernhard, presentato in apertura di stagione, la compagnia Teatro Aperto continua l'indagine intorno all'autore austriaco con la produzione di Prima della pensione, un dramma definito il più complicato, il più corrosivo, il testo migliore di Bernhard.
La regia sceglie di far incarnare vizi e degenerazioni dei personaggi bernhardiani a maschere non ancora segnate dal tempo, affidando provocatoriamente i ruoli ad attori trentenni. Siamo di fronte a un panorama confuso ed equivoco.

prima della pensione

venerdì, novembre 25, 2011

Riproposizione dei 17 brani prima e dopo mezzanotte


I.
Siamo stati a vedere delle foto
mi hai detto dei tuoi progetti
delle tue sontuose date sui palcoscenici
ricordo i tuoi giudizi di un tempo
e ne sono consolato
ho detto
ci sarò
ti faccio degli attestati di carta
quando la mia mente ti stritola
in un accordo diminuito
pensi di esserci ancora Rabbi
che le sacre scritture
me le sia impiantate per la tua civilizzazione
o per niente in cambio
io che non ho mai studiato i tuoi testi
hai fatto la tua raccolta
e me se nono andato
solo verso questo dovere
DURA PROVA
quando dici che andrai lontano
con il tuo messaggio
ti calunnieranno solo gli insolenti
ad Amsterdam con qualche disco dei DEAD
attorno a piazza Dam
potrebbe non esserci nessuno
a me è capitato.
II.
Tu credi che sia tutto gratuito
e tutto lo è
questo è un posto di libertà
anche se di sera calava la guancia
nei misteri del sabato mattina
quella che amavi di più
no figli no matrimoni
avventure calve
di questo lei era capace
sempre tenuto lontano
cercando di essere patetico
dietro il vetro sudato
ed il ventre compensava sotto
incavo come una regina
che inizia a pensare
bisogna sempre ricordarsi
del posto sotto la collina
come dice Lou Reed.
III.
Quel posto
mi sembra un posto divertente
non ti ricordi
di cosa si trattava
e di come ci trattavano
di come le parole venivano usate
sottolineate con la voce
alle 3.15 la notte sui menu
che quelli ci avevano dato
i menu disponibili
chi è che tiene questi particolari
chi gira con un coltello
per tagliare il cotone
e poi se ne dimentica
in un cassetto della scrivania
avvolto in un nastro.
IV.
Prima di fermarmi a quella riga
ho oltrepassato casa mia
ho messo da parte i cristi
letto un po' di George Orwell
quando avevo 24 anni
passeggiavo per Chinatown, Frisco
un idiota curioso
un'idea curiosa
una carestia dove viene
una pianta dove cresce
un posto dove
dormire via.
V.
Ho il dottore dietro
con la sua macchina ferma
indaga sulla mia integrità coniugale
ha sbagliato paziente
sbagliano sempre
credo di essere sempre diverso
dalle loro parole
ho fitte forte spesse all'addome
lo sanno
mi hanno parlato di macachi
di continenti diversi
di isole senza strade
e mi sono sentito morto.
VI.
Mi hanno sempre chiamato
per nome
un nome a prestito
dalla conoscenza comune
quando finivano la razione
ero Sorriso
se no Bambola
Tettola
Culo
e poi seguiva un
'vieni qui'
ed un po' di dedizione alla causa.
VII.
Mi hanno insegnato
alza la testa
guarda in faccia
guarda in aria
che rimane lo stesso
fai tre preghiere
prendi il fiato di una bimba
e soffia
le previsioni del tempo saranno
buone & sicure
magari saremo
io & te
nelle previsioni del tempo.
VIII.
Credevo di essere facile
con tutte quelle tracce lasciate
con quegli asini che ballavano
aquile bicefale
fuoritemperatura
per me ognuno può fare
il suo hoop
e pensare che i mangiatori delle tue opere
cantanti membra
starò a leggere
starò a sentire.
IX.
E' quello che si va dicendo
in queste trasudate
sentenze di solitudine
in queste imbevute tovaglie
colte di traverso
nel resto di una vita
di retrobottega
e se l'uomo collerico suscita litigi
io non ho niente da dire
ma non parlatemi più
del Paradiso Perduto.
X.
E gli attimi prima di tutto
insomma
delle prime e delle ultime cose
ce la siamo vista
dorata e colorata
abbiamo giocato e smascellato
temevamo di finire
molto prima del finibile
tenevamo tra le gambe
Goya e i disastri della guerra
e non c'è nient'altro.
XI.
Il totem degli occhi
sbadigli di sangue
nella schiena di un defunto
non affatto famigliare
senz'orari questo lavoro
polpacci di capillari
scartati al primo colloquio
ammazza pensieri e birre fresche
gente prese di mira
e non per questo affrontata
per questo abbattuta.
XII.
Dov'è che ci esercitiamo questa notte
prendiamo a prestito
Trafalgar Square
un romanzo ottocentesco
il dio sconosciuto
una madre violentata
il seme delle Nazioni
le aiuole dei Giusti
le piazzate dei santi
le rotaie di un lunapark
quattro piste di una congrega punk
dove esercitiamo il nostro diritto
la nostra espressione.
XIII.
Donne senza gonna al ritrovo
lottiamo per la vagina libera
per il sesso ad uso e consumo di qualcuna
abitiamo in una casa comune
casa chiusa all'opposto
abbiamo cartelli di protesta
qualche volta un ago
la bottiglia no
ci vestiamo a modo nostro
no grandi aziende
consumi popolari
drogherie borghesi
grandi magazzini il cazzo
non siamo ribelli
ci piazziamo libere
e raccogliamo firme.
XIV.
Se è proprio vero
che sei venuta dall'altra parte
quella dolce
e sei venuta qua a fantasticare
sullo sterno immacolato
ed ulteriormente imbiancato
e mi hai preso di petto
vedi di darti una mossa
mentre nei tuoi sandali imbalsamati con il tuo lavoro
e se poi nel retro sei
la bambina di tutti
poi c'è il piccolo Joseph
che davanti alla conta non conta
e davanti alla carta meno.
XV.
Non è così vero che siete stati lontano
dalla vostra terra
vacche mura
falchi ratti
entrambi spaventati nella loro razza
tutto
cumulo di rovine di visioni
prese a prestito dal vicinato
cavalcare il perimetro nudi
varcare con la coscia il filo elettrico
stare a bagno con il tappo appeso
finché si prende una posizione
poi è tarda sera di un lunatico.
XVI.
Hai venduto una cosa già venduta
tutto è già stato venduto
i genitori
gli amici
i porti
i proverbi
i miei libri
ti hanno alienata
sei stata su una spiaggia
non capendo niente
ti chiedevi cosa fosse
l'amore con una persona
tutto tranne che capire
alla tua maniera
tutto tranne che aspettare
metro autobus tram
e parlare di cosa mangiare
o vestirsi
mettersi la testa tra le mani
in modo osceno
e raccontare.
XVII.
Comunque sia arrivata
la pietra
ha fatto scalpore
tutti hanno tirato fuori
le mane dalle loro tasche
e le hanno mostrate:
erano piene di cibo.

giovedì, novembre 24, 2011


LOU REED- Foot of pride.wmv

OG&BG


Ogni giorno è un buon giorno
per varcare i terreni inascoltati del mondo
scriverci qualcosa e fare foto in b/n
ogni giorno è un buon giorno
ammaestrare le imperdonabili
vie della pazzia
i suoi finti altari
il permanente destino &
l'insolente richiesta di perdono
ogni giorno è un buon giorno
per far ribaltare il morto nella bara
e sottrargli i penati
ogni giorno è un buon giorno
per stare sui cornicioni
con un'espressione gotica
ed osservare la piazza del mercato
e gridargli 'cosa farete per tutto questo'
ogni giorno è un buon giorno
per sedersi attorno
dare un'occhiata
andarsene
ritornare
guardarsi i dorsi delle mani invecchiare
ogni giorno è un buon giorno
creare assurde leggende
che sorreggono falsi miti
ogni giorno è un un buon giorno
per pensare al pensiero e convertirlo alla parola
come unica legge imperante
credo
professione di fede
confessione totale
unica possibilità quindi
ogni giorno è un buon giorno
per formulare emendamenti alla costituzione
e prima di andare a letto
ricoprirla con oli di una delle amanti di Erode
oppure con un dipinto di Moreau
ogni giorno è un buon giorno
per uscirsene dai bar ed essere liberi
di non andare la mancia
se non al responsabile dei cessi
ogni giorno è un buon giorno
per dimenticarsi il testo dell'ave maria
ricordarsi le note di Schubert
ogni giorno è un buon giorno
per trovare un accordo con l'avversario
che poggia i gomiti sul tavolo della tua cucina
ogni giorno è un buon giorno
per far sprofondare il nemico
ogni giorno è un buon giorno
per non salutare chi è scappato
ogni giorno è un buon giorno
per seguire la lettera della religione
e realizzare che quello che ti tiene su
è la spina dorsale - niente di spirituale
ogni giorno è un buon giorno
per fare una pallottola dei quotidiani
ed incartarla con gli altri
li leggerai in pensione
o in punto di morte
e cercherai la ragione
almeno di rammentare
raffazzonando
ogni giorno è un buon giorno
per angeli che non sono mai esistiti
e citano John Lennon
God is a concept
ogni giorno è un buon giorno
per assistere alla disfatta colossale del XXI secolo
ogni giorno è un buon giorno
per chiedere a tua madre
come ero nella pancia
come mi sentivi
come stavo
di cosa parlavo
ho mimato qualche motivo romantico?
ogni giorno è un buon giorno
per depositare il sapere nel lavandino
e lì lasciarlo
fluttuare
prender forma
essere battezzato
rivoltarsi
criticarsi
e cercare uno sbocco
ogni giorno è un buon giorno
per vivere nei musei di arte
ogni giorno è un buon giorno
per approcciare cameriere
quindi lasciare
ogni giorno è un buon giorno
per leggere le notizie sportive
e commentarle con il tuo migliore amico
ogni giorno è un buon giorno
per fissare la politica estera
dopo chiederti perché non sei nato prima
ti sei perso il '900
ogni giorno è un buon giorno
per disputare partite all'inferno
anche se non si sa
cosa sia precisamente l'inferno
ed il suo vitale corredo
ogni giorno è un buon giorno
per fare la fila in posta
e non pagare le rate del condominio
ogni giorno è un buon giorno
per accettare che la vita sia solo questa
ogni giorno è un buon giorno
per ammettere che non leggi più filosofia
la scuola di Francoforte piange
nell'angolo dell'ultimo scaffale
ogni giorno è un buon giorno
per andare al matrimonio
dell'amore della tua vita
vedere che lo sposo non sei tu
e di sicuro non l'hai ingravidata tu
- non c'eri
ogni giorno è un buon giorno
per sentirti come un'iguana ragliante nella culla
che non dondola
ogni giorno è un buon giorno
per divergere con te stesso
prendere i sogni e convertirli
fare lo stesso con gli incubi
ogni giorno è un buon giorno
per attraversare i cimiteri solo
e riempirti i polmoni dell'aria verde che sta attorno
ogni giorno è un buon giorno
per seguire divertenti processi-farsa
dove l'imputato rischia solo l'osso del collo
ogni giorno è un buon giorno
per bruciare la casa natia
od investire l'odiato parente
e dileguarsi nel notturno del continente
ogni giorno è un buon giorno
per valutare la sconfitta
ed il fallimento
ogni giorno è un buon giorno
partecipare alla corsa dell'oro
ogni giorno è un buon giorno
per andare alla drogheria
girare a zonzo
prendere del sapone allo zolfo
ogni giorno è un buon giorno
per appendere le scimmie al muro
e qualche altro animale dell'infanzia
ogni giorno è un buon giorno
per leggere Milton
e strappare la copertina del Paradiso Perduto
ogni giorno è un buon giorno
per assistere alla variazione degli scrigni
ogni giorno è un buon giorno
per l'ultima opposizione del tuo corpo al sistema
ogni giorno è un buon giorno
per portare a casa il dovuto e
passare la pena
ogni giorno è un buon giorno
per il panico generale dei mercati
e per i buoi squartati dai macellai
ogni giorno è un buon giorno
per acquistare musica
poster di quadri
saggi storici
ogni giorno è un buon giorno
per dichiarare guerra
al comunismo
al capitalismo
all'estremo oriente
al medio oriente
al baricentro bicefalo
alla propria dipendenza
ogni giorno è un buon giorno
per assecondare la propria dipendenza
ogni giorno è un buon giorno
per fermarsi all'erezione del popolo
ogni giorno è un buon giorno
salire le scale e mettere una fetta d'arancia
nella bocca del direttore d'orchestra espatriato
come fa la ragazza di fianco
che si scola l'ennesima birra e ride
ogni giorno è un buon giorno
per crescere in pubblico
ogni giorno è un buon giorno
per far crescere i bambini all'aria aperta
ogni giorno è un buon giorno
per notare i comportamenti della gente
assimilarli tagliarli e rifarsi all'Espressionismo Astratto
ogni giorno è un buon giorno
per un'astrusa dimenticanza del passato.

Buca delle lettere


La posta ricaduta sul pavimento
una sacca
il bicchiere di Jean Genet bordato
di un vezzo proprio del mondo
della miseria e del delitto
Kantor appoggiato sul mento dubita
Joyce diabetico non fa mai uscire le ristampe
un coinvolgimento sentimentale su un quadrante
per la durata della rottura di un atomo di idrogeno
esploso a Los Alamos
termonuclei in un pianto di chiodi appassiti
croci in strada a faccia giù
vulnerabili critiche ansimate in un microfono
appena un cantore un salvatore d'armata
per il paese con un nome d'eroe
perso dietro a misteri attorcigliati
nelle mascelle mandibole orecchie
di untori tentati da clarinetti
per dirla alla L. Cohen
un pregio di una figlia unica
acclamata a piedi nudi
per il suo amore semplice
per primo
l'amarezza dei gomitoli di piombo sui seni
e la porcellana in gola prima di cantare
con un cuore di gin & fegato dimora cagnesca
terra dominio del cattivo genio
non già del buono
una psiche urbana rovinata e senza freni
alla Wanda Coleman
documentario su Betty Friedan
con la sua mistica colante
per donne in piazza all'isola di Wight
in fabbrica in convento  in casa
rifare i conti
in un'asta affollata di chimere di china
non devono tornare

Bob Dylan - Tangled Up In Blue

Leonard Cohen - I'm Your Man (Live In London 2009)

Broch, Kantor, Testori




lunedì, novembre 21, 2011

Parlando di Jarold


La sua storia, il suo blocco, il suo ferma fogli ossidato, i fogli che usa e riusa negli anni, Jarold ha scelto gli uomini per il suo gusto, per il suo piacere, per la sua emozionale weltanschauung e dalla Georgia è arrivato qui a New Orleans anche se ha vissuto attraverso il Paese, New York, California, dove ha pubblicato i suoi unici due libri, ha oltrepassato il mezzo secolo di età, nel suo aspetto è molto curato, ogni sera prima di dormire deve andare al Flanagan’s, aperto ventiquattro ore su ventiquattro, a bersi due scotch & soda con delle fette sottili di lime ed ha un modo tutto suo di gustarlo che è intriso nei suoi occhi grigi e quando gli chiedo avido della sua storia viene fuori un bambino un quarto cherokee e tre quarti americano ed una mappa tracciata nei suoi fogli, dove la sera prima mi ha scritto un suo brano di gentile accoglienza e di buon auspicio per il mio viaggio, la mia vita – lo stile gentile di Jarold è inimitabile – e ha disegnato tre rettangoli affiancati e ha scritto da sinistra a destra Mississippi-Alabama-Georgia e dopo su ognuno di questi rettangoli ha piazzato una grossa calcata K così formando l’acronimo del Ku Klux Klan come un grande guanto ferrato che governa e opprime i tre Stati.
Parlando di Jarold … il piccolo Jarold Cowey va nella sua scuola dove tutti sono bianchi purosangue, immacolati WASP e lui ha una mamma mezza cherokee e quegli che gli stanno attorno oltre ad incappucciarsi di bianco quando fa buio, non lo possono accettare perché a lui non piacciono le bambine e si è preso una cotta per un compagno della squadra di basketball della scuola di Bloomingdale nella contea di Chatham e Jarold desidera quel ragazzo robusto dai capelli ricci e neri che gli fa pensare alle statue di bronzo dell’antica Grecia che ha appena visto sul libro di storia ma deve fermarsi qui, a qualche desiderio inesaudibile ed a qualche erezione di nascosto e allo struggimento d’animo per quel ragazzo e quando è a cena a tavola con suo padre, i due fratelli e le due sorelle, il padre sbatte ferocemente i pugni sul tavolo e gli chiede a cosa diavolo sta pensando e che cosa deve fare con lui oltre a spezzarsi la schiena tutto il santo giorno nei campi e correre su e giù con il trattore per dare da mangiare alla sua famiglia, Jarold risponde stavo solo avendo una piccola dorata visione e lo dice in modo terribilmente dolce ed audace e il padre non può sopportarlo così si alza in piedi e gli urla di filare dritto a letto se non vuole una ripassata del suo rovescio o della sua cinta e Jarold si alza da tavola e dice al padre di non arrabbiarsi ma non riesce a schivare un colpo sul sedere che il padre gli riserva, Jarold continua a camminare e fa le scale di corsa mentre la sorellina Amy Lou piange per lui guardando nel piatto, occhi bassi, dicendo non è giusto e la madre Amy Lee dice Harold sai che è un buon ragazzo e Dio ne è testimone e il capofamiglia sta zitto, grugnendo, grattandosi, anche lui guarda dabbasso e dice che però ogni tanto il ragazzo ha bisogno di una sana raddrizzata ma non lo picchierai, non stasera s’impone Amy Lee e Harold dice no no e allora i bambini riprendono a mangiare e Amy Lou intanto con le manine sotto la tavola ha fatto una piccola polpettina di carne e pane per Jarold e se l’è messa nella tasca del suo grembiule lilla e la mamma l’ha vista e le pizzica il ginocchio e si guardano e scoppiano a ridere e allora il padre si alza, va verso un mobile della cucina, apre un’anta e prende una bottiglia di whiskey e fa un sorso lungo dalla bottiglia e bestemmia e dice al primogenito Little Frankie di andare a chiamare Jarold perché venga a finire la sua cena e che nella sua casa non si butta via il cibo sotto gli occhi e il giudizio di Nostro Signore e poi si fa un altro lungo sorso e anche Amy Lee ne chiede due dita nel bicchiere, intanto Jarold si era già messo all’opera leggendo Melville sotto le coperte con la luce fioca fantasticando di essere sotto coperta nel Pequod, sente salire le scale e per fortuna il passo non è quello del padre perché è Little Frankie che entra nella stanza e gli dice vieni a finire il pasto, esploratore e subito Jarold getta via il libro e scende e va in direzione del padre e lo abbraccia, il padre ha ancora la bottiglia di bourbon in mano ed è impietrito perché Jarold gli dice grazie papà e questi si commuove a allora a turno tutti si alzano da tavola e vanno da Jarold e Harold e si stringono in un grande tentativo di abbraccio a sette, un po’ ridendo e un po’ piangendo, sapendo che quello è solo un attimo di serena umanità e che le tempeste stanno sempre per arrivare.
Un’altra sera in casa Cowey, circa sette anni dopo.
E’ da diverso tempo che le conversazioni tra Jarold e il padre si limitano ai saluti, a frasi e a sorrisi di circostanza e ciò è successo perché oramai è evidente che il quindicenne Jarold non sia attratto dalle ragazze della sua età. A tavola il silenzio è appena intervallato dalle forchette che premono sui piatti e dai cucchiai che scavano la zuppa nelle ciotole. Negli ultimi tempi i raccolti sono magri e attorno a casa Cowey tutta la città di Bloomingdale è incendiata dalle pire del Ku Klux Klan ma stasera, a parte le notizie di pestaggi quotidiani, di ferite e mutilazioni, il fuoco è arrivato alla soglia della casa dei Cowey.
Il loro vicino, Tom Milk, un trentenne agente di commercio di convinzioni democratiche, dopo un breve viaggio di lavoro, rincasando non ha più trovato la veranda con le seggiole e il tetto rosso sopra le pareti bianche, non ha trovato niente di tutto questo.
Quando ha visto quello che ha visto è crollato sulle ginocchia e si è accasciato al suolo.
I buoni ragazzi del Klan gli avevano incendiato la casa e per essere sicuri che il messaggio fosse ancora più forte avevano sparso quintalate di sale sopra i resti carbonizzati della casa. Inoltre avevano lasciato una piccola croce ardente piantata all’inizio del vialetto che conduceva all’abitazione. Tripla K e arrivederci Tom Milk.
Al tavolo dei Cowey la tensione è insopportabile ma i due più provati sono Jarold e suo padre. Sanno entrambi che forse la prossima volta può essere il loro turno.
Non sono WASP, sangue cherokee scorre dentro ai Cowey e per di più una volta Harold ha avuto un brutto  un diverbio finito in una scazzottata con uno dei capi del Klan per via di un affare andato male. E poi c’era Jarold con la sua sessualità …
Padre e figlio sanno che se gli incappucciati prendono di mira la loro casa, Amy Lee verrà violentata, torturata e probabilmente uccisa, giusto per avere un altro trofeo, per avere un’altra tacca sui bastoni, per avere un cadavere da esporre.
Jarold ha già pronta una valigia. Sul letto il padre gli ha fatto trovare un biglietto con scritto figlio mio non ci siamo mai capiti / spero di esser stato un buon padre / buona fortuna. Entrambi sapevano che la sua partenza avrebbe diminuito il rischio di un’inevitabile tragedia e che comunque Harold Cowey avrebbe fatto di tutto per difendere la sua famiglia.
E sotto il dio minore, il dio incendiario, improvvido e ingiusto della contea di Chatham, l’animale più docile, più gentile e solitario venne sacrificato per la nuda sopravvivenza della sua famiglia.
Alla fermata dei bus di Savannah c’è un ragazzino alto, biondo, con degli occhi ghiacciati e pieni di rancore, dolore e paura che tiene nella mano destra una borsa di pelle.
Un bus argentato si ferma, il numero ottantadue con capolinea Boston.
E’ il dodici febbraio 1960 e Jarold Cowey sale a fatica su quel bus e scenderà alla fermata di New York City.

Miles Davis - Live in Rome 1969

Kerouac, Big Sur


Walcott, Isole


Focus, Arthur Miller


lunedì, novembre 07, 2011

Messaggio ai potenziali ed occasionali lettori



Dopo tre anni ho ripreso a piene mani
il lavoro sulla Presa di Stalingrado
spero di essere assistito da casualità
fortuna deliberata
spunti improvvisi
che tutti i miei appunti storici servano
che i miei studi brucino.
E non c'è il famoso
'e il resto'.

giovedì, novembre 03, 2011

Soluzione orale



Se sei stata guardabile
carina abbordabile
oppure hai spinto la tua risata
in un orfanotrofio della mente
e hai inciso l'ultima sigaretta
sul collo di un rivoluzionario a parole
come hai morso un pitone nel ventre
delle promesse mentre arrivavano
meglio che la soluzione orale
1,5 g/ 10 ml
chi piega in 150 mg/ ml
una soluzione orale
senza confessionale
tutti siamo presi
da una presa collettiva
della manifestazione
che ha ingresso nella piazza

V2 Schneider

Riproposta e ancora

David Bowie V-2 Schneider

mercoledì, novembre 02, 2011

Un uomo devoto



E' pur noto
che oggi abbia visto
un vecchio monco
che al posto delle gambe
aveva un rimasuglio carnale
coperto da delle stoffe arrotolate
stava seduto a terra
in una via per il Duomo
stessa scena per stesse strade
con un registratore malmesso
che ripeteva un motivo di Dvorak
ed una frase gracchiante
che cercava di stare sopra
'io tanto per fare un esempio
ho un amor proprio tremendo'
nessuno lo guardava
nessuno lo sentiva
'alla fine delle fini
signori miei
è meglio
non far niente'
rileggeva il suo
Memorie del sottosuolo
con un saggio di Nabokov
ed il primo numero di Epoca 1864
intercalava maledicendo Prokofiev Sergej
quel disgraziato
io a distanza di anni
l'ho completamente rimosso
le Memorie
l'ho letto nel mio periodo Fedor
ed in questi giorni lo leggono alla radio
dalle 4 del pomeriggio
fino alle 11 di sera
non si dovrebbero mai mettere le cifre numeriche
in un testo letterario
ma ne leggono
brani apparenze pezzi
montati ad opera
per far effetto sugli ascoltatori
per questo si è mozzato le gambe
mi ha confidato
per la delusione provata
ed il conseguente stato depressivo
& di confusione
&d ora non gli rimane che fare di tutto
per quello che viene considerato
un punto di svolta di FMD
quest'uomo
è un devoto
dalle strane aspirazioni

La Corona di Cottingham


Grande Blog

Lou Reed & Metallica: "Lulu" (Trailer)

Lou Reed & Metallica: The View

Articolo da Repubblica


MUSICA

Lou Reed e i Metallica
incontro nel nome di "Lulu"

Un'opera rock con i re dell'heavy metal. "Per dare corpo e sangue al personaggio di Wedekind ci voleva la potenza di una band come questa: un sogno che diventa realtà"

di CARLO MORETTI"Lavorare a questo disco mi ha portato ad un livello che non avevo mai raggiunto prima, è stato stupendo" dice convinto Lou Reed. "La libertà con cui ci siamo espressi ci ha reso migliori come band, è stata un'esperienza basata sull'improvvisazione, assolutamente nuova per noi: ci tornerà senz'altro utile quando si tratterà di comporre i brani del nostro prossimo disco", sottolineano i Metallica. Annunciato con grande entusiasmo dai diretti interessati all'inizio dell'estate come "il miglior album della storia del rock", circondato da massima curiosità ma nella realtà più temuto che bramato dai rispettivi fan, è appena uscito Lulu, il disco nato dall'inedita collaborazione tra Lou Reed e i Metallica. Un'ennesima sfida per il massimo cantore rock di New York, che ancora una volta gioca a spiazzare il suo pubblico; e insieme un nuovo posizionamento stilistico per i Metallica che abbandonano la struttura semplice del loro hard rock per abbandonarsi all'improvvisazione, dilatando tra riff e stacchi la forma canzone anche fino a venti minuti di durata.

Lou Reed e i Metallica si erano ripromessi di lavorare insieme ad un disco due anni fa, dopo l'incontro sul palco del Madison Square Garden per le celebrazioni dei 25 anni della Rock'n'roll Hall of Fame. "Abbiamo sempre considerato Lou Reed come la versione solista dei Metallica" osserva il batterista Lars Ulrich. "E l'incontro a New York è stato così naturale, spontaneo, anche se all'inizio poteva sembrare difficile, che non vedevamo l'ora di ritrovarci per il disco. All'inizio pensavamo di risuonare qualcosa dal suo repertorio, qualche sua canzone meno nota, poi Lou ci ha chiamato proponendoci questa sua nuova idea".

La "nuova idea" di Reed è un concept album sulla figura femminile di Lulu, l'archetipo della femme fatale nato all'inizio del '900 dalla penna di Frank Wedekind, protagonista dell'omonima doppia tragedia che include i drammi "Lo spirito della terra" e "Il vaso di Pandora" del drammaturgo tedesco. Lou Reed aveva già lavorato alle musiche della versione teatrale realizzata dal regista americano Robert Wilson con il Berliner Ensemble, intitolata "Lulu Plays". "Ma per dare corpo e sangue al personaggio ci voleva la potenza del rock e i Metallica abitano esattamente su quel pianeta: con loro il sogno poteva diventare realtà" dice Lou Reed.

Già una volta Lou aveva intrecciato la sua passione letteraria con il rock: era accaduto nel 2003 per The raven, il doppio album dedicato all'opera di Edgar Allan Poe. Questa volta l'ex Velvet Undergound mette la sua femme fatale nelle mani di una band che a partire dagli anni Ottanta ha segnato la storia dell'heavy metal e realizza così uno strano ibrido di rock teatrale, difficile da cogliere nelle sue sfumature al primo ascolto, anche perché sempre in altalenante bilico tra il semplice commento sonoro al suo recitato musicale e lo scatenamento degli elementi rock dei Metallica. "Con il tempo e con l'esperienza ho capito che a volte è sufficiente avere un buon titolo per concentrarsi su un album e vederselo realizzare tra le mani" osserva Lou Reed, "questa volta avere a che fare solo con un titolo come Lulu non mi avrebbe portato da nessuna parte: bisognava chiedersi chi era davvero Lulu, analizzare la sua psicologia era tutto, capire in che modo la sua immoralità o amoralità aveva scandalizzato la borghesia della sua epoca".

La storia di Lulu ha subito folgorato i Metallica: "Leggendo i testi ci siamo chiesti cosa potessimo dare a quest'opera per farla andare su un nuovo livello, per farla diventare rock" dice il cantante James Hetfield. "Per me lavorare sulla musica partendo dai testi è stata una scoperta, ho potuto togliere il cappello da autore e concentrarmi sulla musica. Avere davanti una tela vuota da riempire è stato il dono più grande per noi, non avevamo mai fatto una cosa del genere, avevamo sempre lavorato su riff. Si trattava di dare a Lulu il marchio dei Metallica e credo ci siamo riusciti".
Lulu è un album realizzato praticamente in presa diretta: "Ci sono cose che non potremmo ricreare così come sono venute" ammette il chitarrista Kirk Hammett. "Così come le abbiamo suonate sono finite nell'album. Ora se dovessimo rifarle così come sono se ne perderebbe tutta la magia". Il più soddisfatto del risultato è un raggiante Lou Reed: "Abbiamo realizzato più di quello che mi aspettavo, più di ciò che sognavamo: avere alle spalle una power band come questa è stato affascinante".