martedì, maggio 30, 2017

Tutte Le Campane



Quello che accade
quando sei appena
tornata a casa
sono io
che sto su una scrivania
tutta la notte
nel mio studio
che ti guardo
sono io
con la tua parlata in testa
io legato con i tuoi capelli in bocca
le tue lentiggini dappertutto
le tue orecchie agghindate
il tuo bere dai miei bicchieri
il tuo camminare per strada
& le campane che ti seguono
mentre camminiamo & incediamo pacifici
& non diciamo niente di particolare
& non ci sono promesse a cui crediamo
& siamo solo noi nella nostra libertà
& possiamo parlare senza limiti & non sappiamo cosa siano
gli altri & i compromessi & mettere su un vinile
di Lou Reed mentre ti parlo di Rothko.





domenica, maggio 28, 2017

Bergerol, 9


Cara Sorella Mezzanotte. Non voglio fare il tuo nome. Senti ancora che ti chiamo. Forse riesci ancora a sentirmi. Cabina telefonica pubblica su St. Charles Avenue, una delle poche ancora esistenti. Un tram chiamato desiderio o amore alle prime luci del giorno. Signore, lei è in linea. Componga pure il numero. 504-177-4797. Mettiti a questo telefono e rispondimi. Non puoi essere andata così lontana, non puoi essere così lontana. Mi avevi fatto una promessa nei giorni dell’oro. Mi avevi parlato, di città in città, di quello che avremmo potuto essere e di quello che saremmo stati. Mi avevi parlato di una nuova stagione. Mi avevi parlato di fiorire, di una nuova visione, di grandi passioni. Poi vennero i Giorni del Diluvio. E credimi, Dio non fu mai così solo. Da qui all’altra parte del mondo, come dire da un lato altro dell’Oceano Atlantico fino al punto estremo dell’Oceano Pacifico e fino dentro dentro quello Indiano. Parlando di me, sono stato sempre un bravo ragazzo. Sempre rigato dritto, sempre fatto il mio dovere. Ho avuto una moglie in tenera età che mi ha lasciato per un altro uomo quindi. Le dolci ore della religione cattolica, come dimenticarsene. Tutti seduti in classe a sentire la Parola Ripetuta del Dio Sconosciuto.

Bergerol, 8



Viveva in quella piccola casa che c’è sulla destra, su Dauphine e Louisa. Ve la ricordate. Niente di che, ma un angolo molto carino, molto grazioso. La stupidità a cui siamo condannati. Ogni tanto andavo da lei a sistemarle le piante. Poi Iniziavamo a bere, a guardare la partite e se era ancora cosciente, finivamo a letto per giorni. Un vecchio amico, è andato, mi diceva che l’arte era la verità. Forse vi ricordate dei miei pezzi sullo scandalo dell’ 88. Ero un buon giornalista. Mi offrirono dei soldi, quindi radiato. Non ho mai potuto fare più quell’unica cosa che credevo fosse per me. Scrivere. Qualsiasi cosa. Scrivere. Vera o Falsa, lasciamo ai posteri. E quando i posteri decadranno, ce ne saranno altri e ci saremo noi. Ricordate quella storia che ci raccontavano. L’uomo e la scimmia. L’uomo e il suo creatore. L’uomo e il suo prossimo. Sentite questa. Ho incontrato quell’uomo, chiamato Hu, da fuori città. Vedete come la vita cambia. Hu è un mezzo assassino. Da tanto tempo sono così stanco che non riesco a dormire. Cosa ho fatto. Siamo sempre in penitenza, da quando ricordiamo. Pensavo di averti sentito ridere quella notte, pensavo di averti sentito piangere di girono. Tanto tempo fa ridevi, e sorridevi ed eri tu alle mie battute ed io ero così felice di scrivere, mi mettevo a scrivere. Ora sono quello che ci eravamo promessi mai di essere. Ora sono un uomo vile. Le nostre memorie. I miei principi morali, i miei codici. Cosa credete, che non sappia. Ho sentito quelle voci.




Bergerol, 7












Era sì, quel posto di cui state parlando. Proprio lì, ecco qua. Stato molte volte. Non voglio scendere nei particolari. Potremmo dire cento anni. Scendi, scendi la strada e bacia la testa del santo in Pere Antoine. Buddha è solo un altro nome nel nostro mondo di spietato cinismo. I numeri sono sempre stati 4, 7, 9. La morte non è una credenza, non è una deità. Semplicemente non esiste, non esistono luoghi come la morte. E' una delle prime lezioni che impari quando vivi qui in città. E se ogni giorno deve essere il giorno del giudizio, qui ci diciamo: meglio così. Facciamolo. Facciamolo Due Volte. Come dico sempre: sì, io. Sono stato attorno e sono stato lì per un lungo lungo tempo. Prima che la gente esistesse, prima che la gente prendesse coscienza e morisse. E’ diventato così difficile parlare tra le persone a questa ora della notte. Con questo intendo, sanguinare, vivere e a farsi da parte. Facciamolo Veloce. La camera da letto dava sulla strada, su St. Philip e quando uscivo prima dell’alba, i colori erano verde, viola, l'aria così forte, la sua presa così pesante che non potevi fare altro che collassare con tutte le cellule del tuo corpo e arrivando alla banchina, verso il nono distretto, ti trovavi di fronte ad una tinozza che tendeva al Rosso di Venezia ancora intriso di tutti i crimini della notte, partendo da Enrico IV, arrivando fino a dove non si dovrebbe mai arrivare - il suo corpo riverso sul marciapiede ma ancora in vita, la sera prima di sposarsi. Suonavano una marcia irlandese in Jackson Square e la mia vita non era solo quella che era stata, quella che era stata con lei, con le altre donne, con mio padre che non vedevo da vent’anni, con mia madre fiera bibliotecaria oramai intontita dagli anni, la mia vita che per così tanti anni era veramente stata per le strade. Quando il veterano ha imbracciato la cornamusa mi sono messo immediatamente sull’attenti ed ho marciato con un gruppo di persone, una brigata improvvisata, una domenica mattina. Mentre compatti, emozionati, festanti e sbraitanti percorrevamo il perimetro della piazza più e più volte, la folla ci guardava e potevi vedere un piccolo mettersi in fila con noi, illuminato dal potere del sole montante sul fiume, benedetto dalla rosa rossa del potere dell'unità delle persone che divengono comunità per prosperare nel nome di un dio senza nome. Passando in rassegna, vedevo i volti feriti del mio popolo, quello che gli era stato semplicemente riservato dall'esistenza su questo desolato pianeta prima di un altro pomeriggio. Era la domenica prima dell'accaduto.







mercoledì, maggio 24, 2017

Fatti un Giro dall'Altra Parte



Quando sono arrivato
la chiamavano C. Bocca Aperta
quando sono andato via
la chiamavano per nome
e con altri nomi
prima che lei vedesse
poi l'Irlanda
ci chiudevamo nei cinema
a fare cose
a bere fino alle undici di sera
prima di uscire
l'ho sempre guardata
toccata come una dea
non ci sono oceani in terra
guardo questa vita
da così tanto
e non c'è gloria nell'amore
siamo solo noi
che diciamo.





martedì, maggio 23, 2017

I Numeri



stando per le strade
qui in città
prima di svoltare a destra
dove tutti mi aspettano dalle dieci in poi
tutti noi sappiamo cosa accade dopo il buio
almeno per stasera non parlerò del mio nuovo libro








Bergerol, 6.






Quando avevo sedici anni, era marzo, ed era molto caldo, un caldo che non avevamo mai sentito nella regione. Guardavo in cielo e guardavo all’orizzonte. Il grasso che scendeva dal dosso del marciapiede. Cos’è quella cosa che chiamiamo male. Da quando gli abbiamo dato un nome. Certe cose non esistono e non serve nominarle. Altre possono essere loro e possono essere noi. Non c’è niente in questo mondo che ci tenga qui. Stiamo così bene finché non arriva lo squillo del telefono. Quindi rispondiamo e. Essere differenti per un’altra storia, per cosa, la drammaticità della vita. State sicuri che questa notte tutto andrà per il meglio. State sicuri nelle vostre case. Certo che ti amerò fino alla fine. Certo che starò fino alla fine. In chiesa una volta un uomo molto anziano, si alzò e disse cosa cosa, finché non fu applaudito mentre se ne usciva. Mi sono abituato a guardare in basso. Dalle grandi città alle baraccopoli. Cimiteri e pezzi di rossetto. Dai dammi un po’ di quella roba. Parlami. L’ho sempre detto. E’ tutto così facile. Chiamiamo Nostra Sorella.



domenica, maggio 21, 2017

Bergerol, 5





Luglio era così lento e fu inevitabile che prese il fucile e sparò a quell’uomo. Stranamente, le piante intorno fiorivano ancora. L’unica cosa per cui lottiamo, a volte, non è l’onore. Stanze vuote con tende senza più nessuna traccia di vita, di dolore presunto. Il nostre grande cuore preservato nella prossima diligenza che sta per arrivare in città. Ci guardiamo, ci guardiamo in faccia fino a sfinirci. E le avete viste le facce di questi uomini, uomini che stanno soli ad aspettare di essere pagati, uomini che si mettono in fila per il sussidio, uomini abbandonati da mogli e figli e tutto il resto. A ovest, lontano da qua, decisi di prendere una fattoria. Non ne ero così convinto. Trovammo il petrolio e prosperammo per un ventennio. Mi avete visto passare di qua. Non direi. Sì, c’era una volta in cui siamo andati ad ovest. Io e lei. Molto prima di queste foto che mi state facendo vedere. C’era vita prima di queste foto. C’era la nostra vita. Inutile che ve la racconti. Inutile che parli a questo punto. Ad un solo milione di chilometri da qua cosa succede. Meteoriti. Nubi cosmiche. Antefatti tra dei di un altro sistema solare o di un’altra galassia, prima che il mondo finisca. Vi ricordate del ragazzino che vi consegnava i giornali con il sorriso e il sudore appena asciugato dalla schiena. Vi ricordate delle torte della domenica, delle partite alla radio, delle attrici prominenti e prosperose alla televisione. Vi ricordate di quando avete infranto, per la prima volta, il limite di velocità, godendo, tirando dritto e poi prendendo l’uscita per la 90. Cosa pensavate di fare, dove volevate arrivare, in un paese straniero così lontano da casa.

Carne macinata & Uova Sode


Una cameriera mi guarda
non sa se sono pronto per ordinare
non sa chi io sia
o forse lo sa proprio
sa perfettamente
chi io sia
di sicuro non è mia madre
potrei invitarla a ballare a casa mia
non le parlerò di scambiarci gli anelli
ma solo di metterci a ballare

Bergerol, 4.






Prima di questa scrivania di una stazione di polizia c’era la mia scrivania, il mio tavolo di lavoro, dove ho scritto ininterrottamente per oltre trent’anni e dove ho passato gran parte della mia vita, la notte senza fine, i giorni, tra un libro letto ed un altro che stava per essere pubblicato, o era appena stato pubblicato nella discreta indifferenza di questo paese. Uno scrittore americano di origini israeliane diceva che conosceva per nome e cognome ogni suo vero lettore, visto che erano meno di una ventina. Diciamo che è un obbiettivo che ho raggiunto. Il bambino si fece ragazzo, il ragazzo si fece uomo e salì sulla collina e da quel momento iniziò a parlare. Poi chi lo ascoltò, è un discorso tutto da appurare. Ma eccomi qua, ora. Con le braccia sul tavolo, pensando ai saggi sul nichilismo europeo e alle loro conseguenze, più o meno concrete, più o meno accadute. I popoli non esistono, esistono le pulsioni suscitate dall’ego e dalla suggestione collettiva. Perdenti. L’avevo incontrata l’ultima volta sabato mattina. Respirava ancora e sul comodino aveva un taccuino con degli appunti indecifrabili e tendenti ad una delicata, dolce follia. Eravamo noi. Noi che andavamo alla biblioteca pubblica per bere fuori con i senzatetto. Io predicavo lo stare per le strade, entrare ed uscire dai bar, gonfiare di banconote i jukebox e vedere cosa succede. Tutto in una notte. E così, ripeterlo finché la vita dura. Ehi, tu, piccola faccia curata, ti sei visto, sei andato in bagno a rendere l’anima a nostro signore. Ehi tu, giovane donna piena di finte sicurezze, ecco cosa ti succede appena la minima cosa va storta. Guardati. Trucco sfatto, faccia appesantita, occhi pieni di rancore. Angelo, guarda il passato. C’era stata una stagione, anni fa, in cui si credeva che i fratelli e le sorelle di questa terra potessero vivere insieme, creando una comunità, condividendo il destino comune. Niente di più falso. La comunità non esistette mai, non fu mai, e il dio punitore venne con la sua spada di fuoco a dividere i benpensanti dalle persone libere. Finzione. Sta scritto: nel giorno in cui la Dimora fu eretta, la nube colpì la Dimora. Ecco, questo a cosa vi fa pensare. A cosa state pensando ora. Io, a niente. Penso ai bar di fuori città ogni tanto, dove mi hanno dichiarato “persona non gradita”. Rotto qualche naso, qualche testa, niente scalpi. La profezia del Dio Squartatore che non arrivò mai. Di quale dio stiamo parlando. Il fatto è che non ci sono più piaghe secolari da tempo. Forse l’AIDS, ma si parla di trent’anni fa, proprio quando iniziai a scrivere su quella scrivania. Molti parlano di una possibile cospirazione in atto. Ehi, tu, sei andato in bagno a darti una ripulita. Forse l’hai fatto. Ma non così bene, di certo non a dovere. Burke parla del cielo verde. Io non gli credo. Il cielo in questi giorni è una palla violacea, sporca, densa di un siero infetto, giallo - fumo per le strade. Le cose accadute in quel quarto d’ora in cui l’ho incontrata hanno portato a dei fatti. Esempio: farmi riflettere di come avessi perso la mia religione in tenera età. Alcuni, di passaggio, mi dicono che parlo troppo. Devo ammettere che da tempo non so cosa sia più la tristezza, la depressione, la disperazione. Vede, tenente, ritorniamo a vent’anni fa. Non è un ricordo soppresso che ora riemerge, non è un sogno ad occhi aperti, non è un ponte che brucia. Devo aspettarmi qualcosa da tutto quello che le sto dicendo ora, devo aspettarmi una possibile situazione compromettente. Era febbraio. Decisi di vivere secondo coscienza. E la mia coscienza era del tutto particolare, e di sicuro originale. Ero l’unico che la pensasse in quel modo.





domenica, maggio 14, 2017

Bergerol, 3







Vi devo parlare delle doppie linee. Ero ancora me, come ogni altro istante della mia vita. Stava arrivando il buio, da molto lontano. Così carico, così pieno, senza parole, solo un moto. Notizie dalla radio. Puntare il dito nel cielo e vedere la fine che arriva sulle nostre teste. Ci mettiamo i pollici in bocca bagnati di liquori. Un ambiente annerito come uno lucente. Quale è la differenza alle tre di notte. Poi spegniamo le luci. Ci guardiamo allo specchio, dilatati, disgustati, verso le undici di mattina. Noi. E’ la società in cui viviamo. Possiamo avere grandi progetti Ma quello che importa è quello che sta lì fuori. Che ci aspetta. Possono essere decenni. Possiamo stare sui treni. Possiamo vedervi, ed è quello che abbiamo sempre fatto. E’ il passare delle stagioni, siamo noi che siamo di passaggio, sono i fulmini là fuori. Tuoni. Metti le cose nella scatola, e leggi, lei diceva. Sentivo dei rumori. Sentivo quello che dovevo, volevo sentire. E se lo facessi. Restando. Seguitemi diceva il Profeta. Un film tralasciato per oltre un decennio. Ad un certo punto della vita un uomo ed una donna si innamorano. Niente di più falso. Sono stato sul Fiume. Sono stato in città. Poi sono stato sul ponte. Ho guardato le cose scorrere sotto.






martedì, maggio 09, 2017

Nessuna Minaccia Stanotte


quello che accade
stanotte
credimi
rimane fra noi
nessuno che si muove
nessuno che pensa
chi scrive & chi si muove