lunedì, settembre 11, 2023

Generazione Persa & Doveri Domestici

 

Sono sulla banchina della stazione di Parma attendendo che arrivi il treno sul binario numero due; arriverà alle 9.08 e sarò a Milano per le 9.57. Proprio ora ricordo un film su Francis Scott Fitzgerald, incentrato sul suo ultimo anno di vita in cui stava per essere colpito per la seconda volta, fatalmente, da un secondo infarto miocardico acuto - un classico infarto, nello scorrere lontano del ventuno di dicembre del 1940, un infarto letale in quel di Hollywood, Los Angeles, Stati Uniti d'America. Stava lavorando al suo ultimo romanzo, incompiuto, tradotto in italiano con il titolo "Gli Ultimi Fuochi". Scott era un fervido ed accanito amante del gin, sotto qualsiasi forma e in qualunque aspetto potesse assumere ai suoi occhi, al suo palato, al suo intestino ed al suo cervello, anche se sarebbe meglio dire mente. Del film, con Jeremy Irons nel ruolo dello scrittore della Lost Generation - etichetta letteraria coniata dai critici, ne avrebbero fatto parte altri come Ernest Hemingway, John Dos Passos, E.E. Cummings, solo per citarne alcuni - rievoco la scena in cui Fitzgerald decide di sbarazzarsi di tutte le bottiglie di gin, vuote e non, tenute in casa e consegna l'arduo compito alla sua amica-dattilografa di trascinare questo sacco nero, enorme, pesante, che non si può sollevare da terra (tra l'altro, un terra sabbiosa, desertica, drammatica) ma che può solo strisciare con fatica cinematografica fino ad una casupola in legno atta al deposito dell'immondizia. Parlando della Lost Generation, ripeto, una delle solite etichette date dai critici ad un gruppo di scrittori statunitensi eterogenei tra loro e che si affacciarono al mondo con successo dagli anni Venti del Novecento e che continuarono fino all'albore della decade dei Sessanta - poi furono, come tanti altri, tra cui Truman Capote, travolti dalla Ruggente Venuta al Mondo dei Beats, tanto per citare: la Santa Trinità Kerouac-Ginsberc-Burroughs - quello che mi ha più segnato è stato John Rederigo Dos Passos con i suoi Manhattan Transfer, la trilogia U.S.A., la trilogia District of Columbia, e non ultimo, pubblicato postumo, The Best Times: An Informal Memoir, che in Italia è conosciuto come Tempi Migliori - un libro intimo, compassionevole, avvolto da un tono soavemente decadente. A casa mi aspetta una mansione da perfetto bibliotecario. Disporre con ordine gli ottanta libri letti nell'ultimo mese e mezzo ed impilare a parte quelli nuovi da leggere, che sono già nella mia libreria, oltre ad altri ordinati per posta.  Per prima cosa mi preparerò del caffè, lo berrò, accenderò e fumerò qualche sigaretta, e starò sul divano a guardare qualche documentario od un film, con Wayne, il mio gatto. A casa, a Milano, mi aspetta una vita.






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