mercoledì, gennaio 13, 2016

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lavorava in modo molto disciplinato su cadaveri per una società di investimento con grandi capitali diffusi in industrie farmaceutiche. solo boom boom chica chica boom. numero dei caduti: 134, numero dei volontari, 21. boom boom chica chica boom. era quel tipo di situazione e quel tipo di situazione era totalmente sbagliata. poteva essere sbagliata per credenze, comunità, gente morta. parliamo. registrazione da un’autopsia. il soggetto (l’individuo) presenta molteplici segni di lotta. profondi tagli nella cavità toracica. levigazione degli arnesi su una superficie di un corpo inanimato. o meglio, dopo un’attenta analisi, non ne presenta alcuna. ferite. oppure, meglio ancora, parole in libertà nel pieno corso del conflitto di quello che. ematomi. un giorno pieno di dati oscuri. un giorno in pieno giorno. indagini. indagini su corpi martoriati di persone sparite. sequestri, allontanamenti. io parlo di questo. corpi bruciati appena fuori dal ciglio stradale. statale 6,7, 99. chilometro o miglio. non so cosa la gente stia aspettando. la sera, dopo le 5 del pomeriggio, rientrava a casa, dove il suo uomo, disoccupato, un finto attore o se vogliamo un attore di quarta categoria, la attendeva con una bottiglia in mano o una dose pronta, una dose di qualcosa. non puntare mai troppo il dito contro il tuo avversario. siamo tutti soldati. solo che molti soldati scelgono l’infamia piuttosto che l’onore. proteggere i cittadini, la propria famiglia, il dio delle nascite. una notte, prima dell’incrocio. il suo cuore diventato blu che espira: gas vari, etanolo, gasolio stantio e molte altre sostanze dimenticate nei millenni. topless bar, sentenze, multinazionali, ovvero la lingua latina in abbandono. sparizione di un adolescente. tipologia: femmina. causa del decesso: la morte, la solita vecchia morte. e va bene: stupro. la gente che ti chiama sul telefono di casa alle 11 di sera, alcune volte, totalmente assuefatta. ossicodone, forse qualche divorzio di troppo. certe donne hanno una difficoltà pazzesca a vivere. di fatto non sanno cosa fare della propria vita e alla fine magari liberano un posto. per esperienza, gli uomini fanno peggio. ma questo non vuol dire niente. la prima parte della storia inizia con me che parlo ad un telefono pubblico. uno scatto fatto con una hasselblad wide da una mia amica dell'oklahoma. si chiama abigail ed ha 21 anni, capelli rossi, lentiggini, occhi azzurri, grandi e grossi occhiali con lenti spesse ed una montatura di plastica trasparente. una volta all'anno si prende del tempo dalla sua setta di origine. vorrebbe vivere, magari con me, qui a new orleans. oppure andare a los angeles cercando fortuna tra le stelle del cinema. è vestita con abiti lunghi, pesanti, e dice che recentemente ha scoperto che dio forse non esiste e dice che è molto arrabbiata con la sua famiglia. ti rendi conto? mi hanno tradito fin dall'inizio. la vedo bene nel ruolo di attrice non protagonista. non si sa con chi stessi parlando, nello scatto. l’altra, dall’altra parte dell’oceano. così, rinizio, prendo una strada leggermente differente. parlo. vedo il mondo. non dico niente, per almeno una volta. una cosa me la permetto. questo è l’anno in cui sono cambiate le temperature ed io ho iniziato veramente ad invecchiare. non risentimento, non redenzione, nessun cambio di rotta, non c’è alcuna sorta di spirito che tenga. scendendo lungo il delta, attraversando la foce e bagnandomi nell’atlantico ho finito il mio percorso di uomo. tanto per esprimermi in modo comprensibile. e insieme la vita, gli animali, la terra, gli uomini. la prima scena inizierà con una soggettiva poco prima dell’uragano o da dietro le sbarre, poi grande dissolvenza a perdere - un classico, quindi una chiazza di sangue maleodorante tra un marciapiede ed una palude. non abbiamo mai avuto una stagione migliore. espressioni come “il tempo della vita”, tutto quanto per tenerci al caldo. Tremé. allora, a quel tempo, eravamo sulla strada, vedere la gente passare nelle prime ore del mattino, a ridosso della nostra mancata fortuna. non posso dire di essere stato il primo a sparare. 







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