domenica, maggio 14, 2017

Bergerol, 3







Vi devo parlare delle doppie linee. Ero ancora me, come ogni altro istante della mia vita. Stava arrivando il buio, da molto lontano. Così carico, così pieno, senza parole, solo un moto. Notizie dalla radio. Puntare il dito nel cielo e vedere la fine che arriva sulle nostre teste. Ci mettiamo i pollici in bocca bagnati di liquori. Un ambiente annerito come uno lucente. Quale è la differenza alle tre di notte. Poi spegniamo le luci. Ci guardiamo allo specchio, dilatati, disgustati, verso le undici di mattina. Noi. E’ la società in cui viviamo. Possiamo avere grandi progetti Ma quello che importa è quello che sta lì fuori. Che ci aspetta. Possono essere decenni. Possiamo stare sui treni. Possiamo vedervi, ed è quello che abbiamo sempre fatto. E’ il passare delle stagioni, siamo noi che siamo di passaggio, sono i fulmini là fuori. Tuoni. Metti le cose nella scatola, e leggi, lei diceva. Sentivo dei rumori. Sentivo quello che dovevo, volevo sentire. E se lo facessi. Restando. Seguitemi diceva il Profeta. Un film tralasciato per oltre un decennio. Ad un certo punto della vita un uomo ed una donna si innamorano. Niente di più falso. Sono stato sul Fiume. Sono stato in città. Poi sono stato sul ponte. Ho guardato le cose scorrere sotto.






Nessun commento:

Posta un commento