martedì, dicembre 27, 2022

Canto d'Andreas










CANTO D'ANDREAS

Persone Il solo Andreas Bruegh, adolescente dall'età indefinibile e dalla voce fortemente rauca. Luogo e Tempo Ambientato in un'ipotetica Amsterdam. Un'Amsterdam che vive in una costante nebbia esasperata. Il periodo in cui si svolgono i fatti è dato da una fusione di elementi storici del XVII e XX secolo. Per la lettura o la recitazione di “Tossico scavo di dipendenza” è consigliato un trio di voci femminili. La voce dominante sarà estremamente bassa, mentre le altre due oscilleranno dall'essere stridule all‟essere normali, equilibrate, assumendo quasi un tono da conversazione. Il trio dovrà dare l‟idea di un annegamento reciproco. Non deve per forza seguire il metodo corale. 6 Tossico Scavo di Dipendenza 7 TRIO DI VOCI Sul muro di Ansavaal fiori inchiodati palpitano Appoggiata una non-indifferente splendida goffa femmina da conio ubriaca d'aroma occupato fissa straripata le pupillose lancette dell'orologio inventato da dio Ha fatto scivolare i bambini nelle cripte Lì sta scritto: NESSUN PERDONO. 8 Prologo 9 ANDREAS BRUEGH Fuori dalle Herald Banks rocce inanimate stanno a fare da tamburi per il mai cessato pericolo di inondazioni ma noi pieghiamo quello che ci riguarda e sappiamo quello che ci è rimasto Dai salotti dei Signori escono musiche strozzate dai vetri impastati per l‟inverno si slungano violente verso la soffice fetta della città che vede i nostri berretti smunti le schiene sfatte i guanti forati da malattie fino alle carni Perché si mettono i vetri alle finestre così spessi duri farà persino male appoggiare la fronte il freddo quando ci si va a sbattere la musica esce di corsa da un sfuggito suicidio con uno sporco sparo alle orecchie Abbiamo guinzagli della giusta lunghezza ci teniamo legati e ci muoviamo concentrici dato che il grumo delle pelli ce l'hanno costruito così e soffoco ogni particolare ci muoviamo assieme Cosa servono le case quelle finestre imprigionate nel marmo bagnato La lucida lurida locanda della Reichstraat è un gioiello malfatto ed il fatto è che abbiamo la Trucca e le nostre Comande Faccia da Sbimbo sono gli Ignari Cicca di Grugno i Mediocri Prendi la Droga Sopra di Me le Teste Io sono nella Quarta e con la Quinta si chiude la Gruzza Controllo quello da mandare al trito poi lo Stadio se lo fa Bartolij l'Accademico Ogni Testa 10 ha un Prendi la Droga Sopra di Me Io ne ho una Bartolij nemmeno Trovai in un'ispezione medionotturna al grido di “sporcati rasoi” tirati fuori per l'accoglienza uno che mi stringai al polpaccio muoveva le braccia come un setacciatore venezuelano poco dispensò sulla sua provenienza sgomentando che Ahmed Tuniki Bartolij confidò di voler sistemare la gran baruffa al mio Ahmed Il Consiglio delle Teste cremò la Questione a mio favore e per Bartolij fu una menata di tacca ma ci abbracciammo sul legno di Paul Si chiuse al presto della mattina era uno spigolo di diamante d'argento Zamzimber è il Completo e con lui ora le Teste fanno cinque guardarci da facce rancide che a qualsiasi ora hanno una dinamo sul collo Sono i Cugini con il loro vessillo nel Sudesto Bartolij una volta se ne rimaneva lì a stare da loro che fanno il culo con Satilicyon quello ficca la schicchera in mano a tutti Al Père che scariche nervottiche gli prendono i Cugini ben sanno l'Accordo nessuno tra noi ne parla non si fanno i Nomi e non si fa Coltello viviamo festi nelle nostre zone e al Père gli nevragguzzano le testicole Scrivo rapporti sui Cugini li giudico li condanno se dovesse venire 11 il Timore del Coltello ed il suo Taglio le Sentenze sarebbero già scritte reciprocità pattizia la stessa carne va tagliata con lo stesso coltello uniformità e coerenza i miei amicuccoli di Prendi -Droga stanno male la schicchera la prendo solo quando mi viene lo Sgozzo facile facile Faccio le mie ricerche tentai di capire da quanti anni Ahmed si stava inzaccherando nella sua ruvida lingua certo sicuro che fosse più grande di me Mi covo dove reputo meglio la notte controllo l‟incrocio di quattro canali Rapporto Giudizio Condanna è la ritualità quotidiana Zamzimber vuole azzannarmi una Scossa non vede bene il mio Cervello e il mio Scioglilingua “piccolo e troppa influenza” il Consiglio vuole maggior cura nei particolari quando verrà il Coltello dovremo essere pronti al Timore e al Taglio Deve proprio sganasciarsi questa vita la faccio da quando mi hanno gettato Ridere i bambocci nelle fabbriche e nei mercati stesi per marchiare le scarpe ai Signori nei retrobottega dei Grinfia -Morte sputare leccando il pavimento sputare per niente in cambio Noi abbiamo Disciplina Rigore Rispetto non un Padrone Ahmed se la prende con la schicchera mi sa di vero Un olandese che sa di caramella gli ha colato il Moccio in faccia Zamzimber mi volle al suo fianco 12 giorno e notte e feci segni sul muro delle Teste con una croce era il mio nome e potevo la Condanna misi in moto l'inganno Si lottava per i cinque centimetri di quel qualcosa che potesse condurci più in su senza Nomi senza Padroni Non si dimentica di avere un cappello e non lo si perdona Fingemmo e non ne rimase niente Mademoiselle Florence vestiva la nostra Sottomissione e nei Quartieri dei Cugini non si passava da noi non mi vide poteva essere mia madre mia zia l'amante che si sente insoddisfatta alla Stazione i fumi della fatica erano schiacciati sotto spesse cupole di gonfio metallo spalle di carbone. 13 Atto 14 ANDREAS BRUEGH Il bavero gonfio della zimarra per coprire le macchie della pelle e ci avevo un azzuffarsi del pelo che era la prima barba Duffrey è l'olandese che mi ha sganciato tre belle bacche con suo padre vende pane convincono la gente che la loro impastate fanno bene Ero capace come una bestia di provare gli opposti coltivarli separatamente vedevo leoni rugginosi nel piombo fuso del mattino Gli Alti Distretti di Comando della Droga ci dettero da mangiare per giorni giorni lunghi densi alla fiamma I Ricchi ci deridevano con lo sventrare di un ghigno di sobborgo il rimando del fazzoletto di Marsiglia per salutarci era seta nuova nuova era peste pronta pronta era l'inizio tra i Cugini bisognosi pergamene di ossa chimiche tiravano il cuoio smangiucchiato dei giubbotti le arcate sospese delle schiene gotiche non si notavano più Nei tragici locali dove vivevamo i ponti addolorati dove qualche danza povera copriva l'avanzare della Fame suonò il trascinarsi della Falce suonare le campane dando un assenso segnico per il vecchio tremebondo pugnale Ahmed pianse sull'insaponato viso di salma della sorellina deposta in mare sporche pezze di impossibilità si ruppero incollate sangue fango nero tagli verticali per dare metà al purgatorio e metà all'inferno stare nel corpo dei basamenti 15 della babilon plaza Mi ricordo bene l‟ultimo graffio del babbo mica gli perdono di avermi fatto passare diqqui mi lasciò in un cassetto un misero scettro appuntito per farmi Onore Monsieur Père Douxtrouse Incontrerà la Morte e il Terzo Giorno riprenderà a vivere Lo urlò con la voce del grande uomo che un giorno vorrei diventare Messo a morte per sul crepare del terzo giorno riaffacciarmi con tutta la mia forza Ahmed fa un mugugnare di arabeschi e lo segue Duffrey la schicchera se la sono ingroppata gli Altri i Cugini tutto il Nordovesto della città si raduna per ingiungere il Timore ed il Taglio finché non ne rimanga più niente non una libbra non un ultimo centesimo Entrerà nelle pance gonfierà i cuori ossidati I custodi addormentati vedranno puttane di furie inalate ci infileremo nelle vie del sottosuolo siamo al “quasi pronti” nelle teste come spine di cristalli Sono centotrenta Li ripasso tutti rimetto nella crostosa schiena centro trenta elargizioni di scettro centotrenta semplici richieste di esistenza per ognuno Questo lo fisso davanti a me sul mio tavolino di legno marcio per le vene che rimarranno mozzate tra le unghie Ahmed fa gli arabeschi per una piccola dolce ferita di sopracciglio Il monsieur Satilicyon: “Siamo al Secondo Giorno” Vicino al confessionale chiesi al Père l‟Aiuto 16 sapeva di centotrenta corpi e dello sporco dado di Satilicyon la tunica rigida ed affilata del Père si mise sulla carrozza poi mi fece scendere Mi trovavo negli appartamenti di un alto magistero sissignore prelato “Quello che vedi è quello che porto fui generale dell'esercito di Sua Maestà chiesi aiuto e potei depositare le armi tu mi hai chiesto aiuto Riprendo le armi” fece strisciare da di dosso fuori da di dosso il cimelio nero e rosso e si curvò verso l'orrore della spada Suonò la campanella con la sola voracità della vista arrivò una Signora magra ed una maschera di sabbia in volto Il Generale Douxtrouse disse di un ruscello di una donna deflagrata in una furente agonia angelica un Generale di guardia al campo un caso eccezionale la Obbedienza dell'esercito fare parte del corpo militare il senso d'Appartenenza ma una donna lo andava a trovare non bastavano le lettere tra loro doveva esserci il corpo contro il corpo fisico su fisico gli Altri la presero e successe quello che successe Va bene Père noi abbiamo i Nostri loro hanno i Loro Poi un'altra signora più giovane con scatti di gesti mi fece sdraiare su un tavolone di marmo e oro m'infilò dei bei vestitini belli belli “Indosserai quelli subito” 17 Sissignore subito “Prima sarai lavato” Avevo uno strano senso di nausea agli occhi “Piccolo hai chiesto aiuto e non piangere” Sentii la vibrazione del farsi Onore di sacre cornamuse Aguzzai ogni avvertito nervo e vidi una ragazzina con il pancione mi fece sedere con le gambe sotto il tavolo ebbi carne patate acqua che ci vedeva attraverso ed un sorsetto di vino rosso profumato e denso in quella casa non avevo dimenticato la Trucca ma mi parve distante e non ne sentivo l‟odore Non ne rimanga niente Fui pronto per i vestiti me li arruolarono addosso dietro di me satanetti si consultavano sulla perdita del sottoscritto non mi voltavo L'obbligo è il Ritorno Saltai i gradini della carrozza nel deserto di Harleem il cavallo del Père l'avrebbero visto anche da lunghi passi Monsieur Douxtrouse affianco sferrava affianco al cavallo pensava alla repressione della bestia alle schegge di avvelenate baionette mollate nei dorsi nelle viscere con un bruciore di mandibole mi rispondevo domandandomi non avevo mai visto marciare un uomo con quel tipo d'odio fino alla casa del maiale e gli dissi Messere Generale nelle stoffe della carrozza quando volevamo ci guardavamo lui verso le mie caviglie smunte e meno sporche io verso il berretto infagottato di gemme militaresche Generale Padre 18 lei ha scavalcato lapidi che nessuno potrà Geraldine divenne un piede messo male eseguivamo gli ordini e non doveva venire al campo anche se m'amava La Rettitudine è nei Giusti il Sacro Cuore dei Deboli non vostra la Colpa Père un affare di un sesso violentato un classico dell'Umanità dove l'erba si affatica per ammutolire le scalpitanti braccia di una Vergine mandata al macero Gli mostrai il povero manico dello scettro che mio padre depose nel rantolo cristico degli avanzi delle ore la casa del maiale era davanti e sulle scale rotolava un lento pugno di sangue al canto del nostro gallo Satilicyon scese ben coperto dall'utero della sua bava fece un ridacchiare di legno caduto arrestato processato il concilio tenuto nel rogo il Père scintillava ad una scarna mezz'altezza rimase un'Altra Satilicyon l'Imprigionata Nascosta Prima di Satilicyon Ahmed fu avvolto in coperte di lapislazzuli rubate al mercato pregai il padre nostro di non abbandonarlo più come aveva fatto qui lo facemmo sgusciare sul letto del canale la patetica pezza fiondò nel riposo del marciume dove le malattie si diffondono e si moltiplicano il Generale m'aveva ben insegnato Ad Andreas Bruegh si arrampicavano serpi e le ragazze più grandi vennero a cercarmi non chiesi niente in prestito che non fosse duraturo le più svergognate e in mezzo od in fondo quell'unica cosa che si poteva unica cosa pura che potrà rimanere 19 Nella Reichstraat non si sentiva niente nella notte tutti gli animali nacquero godettero e morirono di vita meglio di quante si possa volere il numero centotrentuno per il Père morto la Fame e non sapere il proprio numero Mi finsi l'Affamatello mi finsi quello che volevano che fingessi nel pollaio del podere di Satilicyon ero in attesa di una crosta di pane urlavano dove il delinquente stesse andando correvo trovai l'Uccisore in una toiletta Dallo specchio vide che avevo scommesso sulla sua morte La muscolatura fu il pane flaccido del mio scettro Mi presero e mi fecero morire per poco dio sa solo e mi salvò Mademoiselle Satilicyon sorella del maiale Avevo chiesto e mi fu dato Giustizia e famiglia rimango un assassino in un corridoio di cani nessuna Salvezza centotrentuno uomini recisi sono il mio Debito Al terzo giorno Florence Satilicyon continuò a stare con gli Uccisori il Generale ben m'aveva insegnato Appoggerò persino la fronte su questi vetri dietro alle finestre Si sta stranamente bene. 20 Epilogo 21 ANDREAS BRUEGH Quanti occhi per una sola dimensione se posso evitare lascerò delle tracce “ti abbiamo reputato migliore perché non ne fossimo convinti” nei buchi dove spira il sole nell'ammasso dei vicoli della carne nello spirito quando sale in alto dritto per rompere i cocci dei malpensanti nei cimiteri esauriti con belle pagine di misticità per riannodare le pelli di un'umanità vuota che ha già iniziato di cessare E' vero ti ho tradito con una Trascendenza tale nel primo pomeriggio imbevuto di Ieraticità sintetica le grandiose dormite per i Giusti il battere dello stomaco degli Snervati i bimbetti si fanno le loro succose consumate nei fienili di pietra fiorentina tenue urlettando di pura immaginazione Lei mi ha detto “mi hai aspettato con il profumo sotto lo spiffero del piazzale della festa la serpe mi hai attorcigliato addosso senza entrare nel tuo solito fare mi stai dicendo che temi di non avere più tempo” per questo se ne vuole di meno Si convive con assordanti scariche psichiche per compiacersi tanto la condanna la si presume alcuni se la imparano a memoria per far più veloce lo smaltimento Non starò parlante tantomeno farò la sporca recita chiederò il perché di quegli arti così spinti nel sospiro per aggrapparci verso i fondi bruciati di una veste cucita con la totale possibilità di tutto quello che non si è stati e non si ha avuto qui non è dato e neanche sforzare verso i gridi d'aiuto per il comandamento principale 22 della Madre della Chiesa rubare la Suggestione al vangelo e le cose non andarono meglio- proseguimmo per strade di cani impiccati per poco conto rivoluzionari in nomine di una paranoica rivolta straniera con ugole dentate messe a tacere rotte al primo sbavo La Mamma morì in un nocciolo sputato da Demoni da Demoni Messere quanti peccati Messere peccati! Felici coloro che si disperano perché Dio li andrà a trovare Nessuno è assassino e vi adottai nel mezzo dell'orizzonte stavate increduli in stati di dipendenza provenuti da madri rotte nell'affanno paterno tratte in trascinate oscene barelle che attraversano l'orchestra Minore limitata ad essere fottutamente morente per la minuta complessione degli organi contratti proprio nel bisogno strumentale di esplodere nel processo nel suo irrigidirsi per diventare aria cadente sugli oceani del tempo perso necessità totale di una terra arrestata nel suo sincretismo mutilato un circo in chiusura Se dovessi essere nato anch'io dalle corone spinali del Χριστός piangente per il capovolgere delle stagioni eventuali Nato solo da genitori che avevano per guance mattonelle della strada per naso comignoli ammuffiti per fiato lo sfiatare di caldaie intasate ed incenerite dall'impertinenza del carbone abusato Poi mi hanno tirato su carovane vaneggianti una volta sul nodo della corda hanno sparato su quell'unico porco filo di porca possibilità dei testoni o dei pazzi 23 devono averle sparato Ricascato giù non mi sono fatto male sono le immagini tristi del suo volto ricopiato che mi hanno dato alla testa ogni giorno sul corpo coperto e scuro di collezionisti del Destino su ogni giorno che deve passare il dolore schifoso della Taglia un nervoso diavolo di dolore l'hanno accettato chiodato piegato frustato scheggiato tirato sputato insultato e lasciato In una caverna per conto suo certo che lì era solo ed ha fatto qualcosa di spettrale ma anche a tanti uomini della strada hanno fatto quel vecchio servizio ogni giorno più volte al giorno vanno a chiamarla legge diritto giustizia ripicca per me si chiama Guerra e si chiama Andare alla Morte fisico contro fisico in una sola spallata tutto può finire polmone sopra polmone popolo contro popolo famiglia contro famiglia Rimangono i funerali di chi ha più soldi e cuore e di chi ha meno cuore e meno soldi e di chi non ha nessuno dei quattro Si va in guerra con il corpo coperto scuro di destino Mi rimane la breccia del mio canto esaltato dall'inizio di una notte sapessi leggere e scrivere dio non è più il mio pastore sta diventando uguale a quello che vedo Una sorte unica per tutti.

(Fine)











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