lunedì, gennaio 05, 2015

I-75






Stare sulla strada non ha alcun vantaggio, come stare a vedere la gente gravitare e tirata a terra. Per andare avanti sono costretti a muoversi. La gente è una formulazione teorica e la conseguente applicazione ad un corpo umano, o usando le parole del profeta, il destino concepito secondo le leggi della fisica. Si voltano, sono vestiti, le cose che sanno fare. Quelli che poi si fermano, in questo posto, sono uomini delusi da transiti a vuoto, uomini che non parlano, venditori di qualsiasi merce o solo madri che allattano e queste, difficilmente hanno un granché da dire sulla propria vita. Possono aver letto Arthur Miller, sentito le registrazioni segrete di Marilyn Monroe. Non mi resta che annotare in cosa consista il limite di queste situazioni: una cosa come morire a 36 anni. Cos’è quella vertigine pan-nichilista che si prova nell’avere fatto qualcosa di proprio. Indiscrezioni appaiono su tabelloni luminosi, lettere puntiformi & fluorescenti indistinguibili all'alba per i fumi fognari che fuoriescono dai tombini, numeri pronti a ruotare, numeri di donne che non faccio da oltre quattro mesi, macchine meccaniche che timbrano biglietti di viaggio, telefoni che suonano di continuo per parenti, molestatori, amanti da quattro soldi. I valori supremi si svalutano e c’è la cancellazione della morale da tenere in considerazione - qualcuno scriveva prima del 25 agosto 1900. Il domani è solo una scusa per il viandante, un titolo informale appiccicato ad una parete, se non altro, un trionfo per uno che resta senza cibo il sabato mattina. Una tatuatrice parla in un bagno di una bar, la porta non è completamente chiusa. La sto fissando. Sento a tratti quello che dice: sta parlando di me con un'altra donna. Ci conosciamo, lei la vuole. Dopo parliamo per ore. Le piacciono le donne più degli uomini e le dico che per me non è un problema, visto che a me piacciono solo le donne. Per loro sono un uomo che viene dalla Vecchia Europa mentre una triste radio declina l’Occidente. Sono stato nelle biblioteche centrali delle più grandi città degli Stati Uniti, e non solo. Ho visto la pelle della nazione. Ho visto il lavoro che ci hanno fatto sopra. Ci ho camminato. Bisogna pure sconcertare qualcuno, se si vuole essere veri. Poi si recide la propria innocenza. Si fanno delle cose come fotografie in bianco e nero all'interno della biblioteca pubblica di Detroit. Volumi sulla passata produzione industriale. Cucine prodotte in serie, lavapiatti, frigoriferi di doppie dimensioni, congelatori, stoviglie in plastica durevole resistente a 451 gradi fahrenheit. Morbosi dettagli sui viaggi dell'uomo nello spazio. Nixon in comunicazione satellitare per congratularsi dello sbarco sulla luna con Armstrong e Aldrin, il 20 luglio 1969. Quindi valige lanciate in aria sulle strade del sesto miglio, licenziati che morsicano una fiche tenuta in tasca per lungo tempo, fuochi accesi in bidoni di cherosene, droga scaldata in bacinelle in cui colava il metallo per stampi Chevrolet, manici di chitarre firmate da scomparsi dèi del rock che spuntano da cassoni in ferro dell'immondizia urbana, banchi dei pegni aperti 24 ore su 24, casinò dai colori fumé svendono vincite. Il ghiaccio che arriva dal Canada e che riempie le buche dei marciapiedi. Qualche sorprendente installazione di arte di strada nella parte est della città o nelle fabbriche automobilistiche abbandonate dal 1958 in poi. Il trasporto pubblico irregolare come madonne sanguinanti delle patrie cattoliche e pacifici neri in tute da lavoro ballano fuori da distributori chiusi da almeno vent’anni. Negozi della fine degli anni Sessanta lasciano che insegne al neon crollino decapitate. Bianchi senza casa dalle mandibole saccheggiate chiedono sigarette. Copertoni e materassi compromessi nel retro dei parcheggi di negozi di libri per adulti. Il grande disegno anfetaminico volteggia in una bandiera Betsy Ross dai lembi strappati. La Stampa Gratuita, la Stampa Libera che alloggia in centro città. Anche se questo aggregato di stirpe francese non ha un omphalos e quindi non ha più un cordone: nessuna via di nutrizione per i propri figli. Sono le serate in cui placidi ci mettiamo vedere baseball alla televisione, e altre a parlare con rapper dai capelli tinti in pub irlandesi dove tirano freccette e bevono fino al giorno dopo. Sdraiati in un vicolo, al risveglio, vanno a casa. Il giorno è sempre troppo chiaro. Non fa parte delle loro pretese. E di altre centinaia milioni di persone. Sottovalutiamo il lamento di chi si trova riverso. La gioia di quando una storia arriva al capolinea e ce se ne libera. Una barista studia biologia, mi dice che non sa che cosa ne sarà della sua vita tra tre mesi. Le stanno finendo i soldi. Vorrebbe servirmi un intero carico di Miller High Life e potrei accettare, ma sono le quattro e ho delle regole a cui mi attengo. Vorrebbe avere mance da mettere in tasca per dare qualche esame in più a biologia, tutto qua. Non mi meraviglierei se la trovassi ad ondeggiare scientificamente in uno strip club, non dico adesso, ma tra quattro mesi. D’altronde la vita si mescola. Quello che può valere un quarto d’ora prima, può essere incredibile nell'avvento dei minuti seguenti. Chi non accetta il cambiamento, chi non lo capisce, è lo schiavo della sua coscienza e la vittima del suo perfetto equivoco esistenziale. Leggo la striscia delle barzellette animate - fumetti, è un’ironia accettabile. I cinema oggi proiettano film che renderanno felici un centinaio di individui. Quello che si può dimenticare, allora va via, via tutto, signori. All’istituto di arte abbiamo parlato degli scatti di Weber. Visto il murales di Rivera. Ogni tanto il tuo interlocutore maledice il mondo, la società e così è solo l'ennesimo uomo inutile sul tuo percorso. Chi vive poco non può avere niente. Nella disoccupazione, nella fame, nella cattiva sanità, qui dove si finisce con un colpo in testa al distributore alle 3 del pomeriggio o con un ago nel piede alle 11 della mattina perché il resto è stato saziato, qui, nel disservizio pubblico generale, nella politica inesistente ed usurpata e nei cari e vecchi sindacati corrotti e violenti, qui dove a certe ore ed in certi periodi dell'anno la distruzione dei corpi non ha pietà, Detroit, dove le menti sono rappresentate da gentili signore di colore che ti fermano per strada per chiederti ehy chi sei tu, cosa fai tu qui e dopo averglielo detto sei il benvenuto, racconta cosa ci hanno fatto, una volta eravamo l’avanguardia di questo Paese, una volta eravamo la vita di questo Paese, da questa parte della sponda dello stretto (détroit) dove tutto è rotto (cassé) e di là si beano di stare con le porte di casa aperte anche di notte (windsor, canada). Dio maledica il Canada e abbia in gloria Detroit.







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