martedì, dicembre 03, 2013

Belltown, Seattle








Alle 11.00 di sera
poveri assuefatti homeless
si riversano sulla strada

che hanno già calpestato
tutto il giorno
&d abitato da anni

con uno di loro
parlo del concetto di abitare la strada
&d è chiaro

che io non so per niente
cosa sia vivere per strada
figuriamoci cosa comporti

ma lui vuole solo dieci dollari
per la roba & qualche litro di birra
mi prende sottobraccio & mi dice

& guarda che mi dura
meno di un’ora, amico
almeno è onesto & gliene rifilo cinque

in cerca di avventure
o di qualche moneta
lungo second avenue

dove tutti scorrazzano
felici del prossimo drink
& della fine dell’estate

dal whiskey bar al rob roy
locali dall’esterno scuro
il passo è breve

genuine birre messicane
scendono dal becco della spina
caetzcoal -

ti preparano gonfi & densi burritos
ma devono ancora passare da castro a frisco
a farsi un giro

poche parole
lungo questa strada
solo sgommate ad alta cilindrata

tra un centinaio di giorni
questa città sarà gelida
non c’è da dubitarne.



Carmen







Carmen è una rossa tutta furore & carne
che viene da qualche parte del Texas
& non sta neanche a dirmi il nome della città

tanto, dice, che importanza ha
& poi è impossibile che me lo ricordi
& di sicuro non la conosci

più o meno è abbastanza vicino
al confine con la Louisiana
un po’ dopo la regione dei bayou

mi avverte di non parlare male del Texas
perché col quello Stato non si scherza,
caro mio,ora dimmi, cosa posso servirti?

High Life, cara
& due pezzi te li lascio di mancia
se mi fai un altro paio di bei sorrisi dei tuoi

Carmen si è impreziosita tutta la vita
con eleganti trucchi
& sfarzosi &d ampi vestiti

quando le chiedo dove li compra
mi dice orgogliosa &d esterrefatta
che se li disegna da sola

si trascina in delle risate portentose
& poco dopo si tampona le guance
sode & dure & turgide con un fazzoletto di pizzo

è una vera & tipica
vecchia signora delle piantagioni
ha un senso &d una mimica facciale tutta sua

che non avevo mai incontrato negli stati uniti
figuriamoci in altri posti
& questa cosa nasce dalle sue origini

scozzesi irlandesi tedesche & francesi
gente che da secoli ha vissuto in quella
che nella guerra civile era chiamata la Confederazione

il vecchio & glorioso sud
democratico cattolico
patriarcale & schiavista

proclama di continuo di essere
un’amante & una difenditrice di New Orleans
& di quelli che lei chiama “i locali”

cioè quelli che vivono a Nola
& ancora di più di quelli che vengono qui,
in questo bar, l’Appel Barrel su Frenchmen

fa seguire il suo credo politico
per me la città inizia da qui in poi
il resto non è niente, solo spazzatura per turisti idioti

& batte la mano destra
di taglio sul bancone
per tracciare un confine territoriale

molte ore dopo
prepara quella che chiama
una ricetta tutta sua

prende un pacchetto di pop corn
lo scuoia
& ci sbriciola delle patatine al formaggio

noi tutti,
quelli che siamo qui
stasera

tra cui Katherine & Bill di Bywater
per non parlare di Lucinda & Black Peter
la guardiamo senza stupore, per un altro giro.





lunedì, dicembre 02, 2013

Whitney-Teresa/1









Qualche settimana fa
ho intitolato una mia foto
“Whitney”
si parla oramai di settembre

quel titolo l’ho riscritto con una matita bianca
cosa per me insolita & in cui non credevo
su un misero passpartout di cartone nero
che incorniciava alla bella & meglio
un mio scatto in bianco & nero
formato 18 x 24
& che è stata fissato
con le segrete arti dei maestri francesi

parecchi in una stanza bianca
sono entrati in fila
con vestiti scuri
capelli tinti & trucco & gioielli
donne uomini
in una sorta di minuta processione delle 7 sera
rimasti tutti a secco secondo le mie volontà
qui non si beve, A.A.
& subito chi più chi meno
ha guardato, ha chiesto
quantomeno un qualcosa

hanno visto i miei testi alle pareti
alcune si sono sbottonate le camicette bianche
&d hanno esibito pelle borghese da superdieta
altre hanno liberato i polsi intrisi di essenza chanel
le più spregiudicate sono venute con il marito
& gli uomini hanno aperto il giaccone di pelle
& hanno sciolto le loro caviglie
che in sfondati mocassini inglesi
si torcevano comandate dalle gambe
drenate da qualche drink del dopo ufficio
& da quello del bar di fronte

uno inorridito, dopo avermi detto
belle foto, grazie sir
ma se l’america è questa
dovremmo preoccuparci
niente da preoccuparsi sir,
gradisce tornare a casa
o un doppio gin tonic?

un’altra, mi spieghi come mai nelle tue foto
non ci sono mai le persone?
è un bene assoluto la loro assenza
diciamo una specie di solitudine
o per meglio dire
i giornali di John Cheever
Whitney
non l’hanno vista & mi hanno chiesto
perché una foto del genere che
ritraeva una panchina di cemento & legno
nella stazione dei ferries che unisce
New Orleans ad Algiers & viceversa
avesse quell titolo
& d io ho risposto
quel giorno ero in giro
con Whitney
lavora al Road Kill
un negozietto di cianfrusaglie
dal gusto decadente sulla Decatur.











Whitney-Teresa/2







Qualche settimana fa
ho intitolato una mia foto
“Whitney”

ritraeva una panchina di cemento & legno
nella stazione del ferry che unisce
New Orleans ad Algiers & viceversa

Whitney lavora al Road Kill
un negozietto di cianfrusaglie
dal gusto decadente sulla Decatur

viene dalle Keys, Florida
un posto perfetto
per vivere con la famiglia

ma non è quello che volevo fare
nella vita
metter su famiglia

la mia ragazza
viene dall’Austria
Osterreich

Whitney è uno schianto
con un residuo indiano
& io le dico

sì, ho notato aggiungo
lo so, guarda, ribatte
& si mette le mani in viso

si muove in modo
flesso, frenetico
solo a tratti femminile

con le dita
senza vedersi allo specchio
traccia una figura geometrica

quello che lei definisce
“il famoso triangolo”
molto tipico, dice

punta un vertice sull’angolo sinistro della bocca
uno sull’orecchio & il terzo in mezzo alla guancia
& cerca di farmi vedere, farmi capire

le sue lentiggini, per cui ho una fissazione
sono tutta costellazione
nella plumbea notte di New Orleans
nella notte che sfonda il quartiere francese
per arrivare fino a Bywater & dall’altra parte
per incendiare di umidità Canal Street

occhi ghiaccio verdi & azzurri
tatuata per buona parte del corpo
mi dice che dovrei trasferirmi qui

incontrerai una ragazza di New Orleans
& dovrai sposarla

nessuna scelta.

Whitney-Teresa/3










ho fatto molto altro prima
quella mattina
sono stato in giro, nient’altro

incontro whitney rodman
al road kill di new orlenas, nola
&d a tracolla ho una nikon fe ’78

& non ho preso ancora
ad ascoltare elton john
come faccio ora

inoltre mi porto uno borsa piena
di blocchetti per scrivere, passaporti, contanti
&d almeno 17 rulli eastman più tutti gl’ilford vari

whitney viene dalle keys, florida
lou reed diceva
dall’isola dell’irlanda, in queste situazioni

& lei lo definisce un posto perfetto per vivere
se vuoi startene con la famiglia
ma non è quello che volevo fare

sostiene che:
la mia ragazza
viene dall’osterreich

&d io che capisco
quello che devo capire
ma insisto &lei accetta di uscire

whitney è uno schianto
con un residuo indiano
& io le dico, lì in negozio

sì, ho notato, aggiungo
& lei: lo so, guarda, ribatte
& si mette le mani in viso

si muove in modo flesso
frenetico
solo a tratti femminile

&vedo ciò che in questi casi verrebbe catalogato
in direzione ostinata & contraria: omosessuale!
dalla migliore psichiatria &tc del mondo occidentale

con le dita impiantate sulla propria faccia
senza vedersi allo specchio
traccia una figura geometrica & fa forza

compone quello che lei definisce
“il famoso triangolo”
molto tipico credimi

da cui si riconosce una tipica indiana
o una che ha discendenze indiane
chiedo, conosci Gerald Cowey?

sì ne ho sentito parlare
ottima persona dicono
ma so che non ha avuto grande successo

io le chiedo di andare avanti
& lei punta un vertice con il polpastrello
di non so quale dito sull’angolo sinistro della bocca

un altro sull’orecchio
& il terzo ancora
in mezzo alla guancia

& cerca di farmi vedere
attraverso le sue lentiggini
per cui ho una fissazione

la stessa fissazione erotica
che ho avuto tutta la vita
per le donne con le lentiggini

ma stando in frenchmen
come al solito
balzando di bar in bar

di queste cose ci si può anche dimenticare
si possono passare ore
perse nella frenesia di interminabili conversazioni

tutti frenetici per il jazz & la sua preservazione
suonato di momento in momento
mentre si cammina

lei vestita di nero & jeans
io poco ci manca
lei che vuole farsi una pizza

& anche farsi rifornire
da uno dei suoi bartender di fiducia
con qualcosa che la tenga su

tanto tempo fa
le avrei detto
che era tutta costellazione

nella plumbea notte di new orleans
nella notte
che sfonda il quartiere francese

per arrivare fino a bywater
& che sconfina dall’altra parte
per incendiare di umidità canal street

occhi ghiaccio verdi & azzurri
tatuata per buona parte del corpo
mi dice che dovrei trasferirmi qui

incontrerai una ragazza di new orleans
& dovrai sposarla, nessuna scelta
ora guardo solo l’anello che mi ha venduto.