martedì, novembre 21, 2023

Una Coppia Affiatata

 

Un uomo sulla settantina entra al Sazerac Bar e si siede ad un tavolo, non molto distante da me. Ordina un Vodka Martini con due olive, un classico. Dopo venti minuti gli si affianca una donna, della stessa identica età, e tra loro il saluto è quasi regale, - diciamo che è permeato da una certa solennità e distacco. Lei ordina un Gin & Tonic, doppio. E' evidente che fra i due vi sia un trascorso, un trascorso che si è spiegato durante gli anni; azzarderei che si possa parlare di una conoscenza che dura da una vita, che i due si siano conosciuti da bambini, magari a scuola ed in età adolescenziale abbiano fatto la scoperta del sesso assieme. I due sono legati, mentalmente e carnalmente, ma ora, a questo punto delle loro consunte esistenze, il diaframma che un giorno si è creato tra loro, è diventato una barriera invalicabile. Devono avere avuto due vite molto diverse, con scelte che li hanno portati ad essere diametralmente opposti. Lei di sicuro ha avuto un figlio o dei figli, persino dei nipoti. Lui ha alle spalle diverse relazioni, ma è fondamentalmente un solitario, non ha bisogno degli altri per sentirsi appagato, il suo palcoscenico è il mondo. Tra un sorso e l'altro, tra un morso di Club Sandwich e il seguente, fanno degli accenni a qualcosa di importante, sicuramente il motivo per cui sono qua ora, nel sancta sanctorum dell'Hotel Roosevelt di New Orleans. Parlano di una persona in particolare e ripetono il suo nome, almeno cinque volte nel giro di pochi minuti. Ne parlano al passato: stanno parlando di un individuo morto, trapassato. Ora decidono di uscire per fumare.  Non li seguo e proseguo con il mio caffè. Voltaire beveva quaranta caffè al giorno per essere ben sveglio e pensare, pensare, pensare a come poter combattere i tiranni e gli imbecilli. Sei stato molto audace, caro François-Marie Arouet. Rimango al mio posto, aspettando che rientrino. Eccoli. Ordinano un secondo giro ed una bottiglia di champagne. Forse ora le cose iniziano a farsi interessanti. Lei è molto irritata e stanno in silenzio. Forse, tempo addietro, lei se ne sarebbe anche andata. Sul volto dell'uomo è visibile un accenno di imbarazzo. Deve essere andato dritto al punto e a lei questo non è mai piaciuto. Lui è diretto, troppo diretto, e quando parla, quando parla di qualsiasi cosa, statuisce delle vere e proprie sentenze. Molte persone si trovano a disagio con l'obiettività di giudizio, non sanno fare i conti con la realtà, sia che ci si trovi dalla parte del torto o della ragione. Allora scappano, prendono scorciatoie, si prodigano in scuse strampalate e si rifugiano in illusorie dimensioni giustificatorie, assolutorie. Così la coscienza è al salvo e possono proseguire le loro vite senza traumi, senza confronto, senza ammettere che si vince e si perde e che l'unica verità da ammettere è quella e che non esiste una via di mezzo, una via di fuga, non esiste un'alternativa. Tertium non datur, belli miei. Quelle che queste persone, probabilmente persone come quella donna non capiscono o non vogliono capire, che dopo che si è vinto o si perso, l'importante è rimanere sul campo. Non ci si può esimere, bisogna rimanere in campo per la prossima partita. Questo a lei non è mai andato giù. Si vede che è una donna che ha vissuto nel privilegio e questo è diventato il suo scudo, la sua cifra comportamentale. La vita dell'uomo è stata sicuramente più travagliata e sono credo che si reputi una sorta di sopravvissuto. Sarebbe tipico di una personalità del genere. Vivi un altro giorno, potrebbe essere il suo motto. Woody Allen, cito, ha detto di vivere il proprio giorno come se fosse l'ultimo e poi magari un giorno sei fortunato e ci prendi. Non ha specificato in che modo e cosa succeda nel giorno in cui "ci prendi". Ma tant'è. Tornando ai nostri due avventori, avverto, anzi, vedo chiaramente, che la discussione e l'incontro ha subito un rallentamento, una dinamica di profonda stanchezza che ha inficiato il dialogo tra i due, l'ha reso frammentario, scivoloso, quasi inutile. Non durerà ancora molto il loro rendez-vous in questo regno altero e altro, uno stanzone d'avorio e pelle che è il Sazerac Bar. Sono quasi le tre del pomeriggio. Non ho sentito ancora nessun gallo cantare. Stavolta me ne vado prima io.


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