sabato, luglio 09, 2016

La Cosa più Comoda






un altro giorno
stando distante
proteste per le strade

i vicini di casa
per tuo fratello
per tua sorella

gente uccisa nei quartieri
nessuna di queste cose ci tocca
il coraggio

solita camera di albergo
lei è chiusa in bagno da due ore
piange suo padre

piange perché non può fare altro
&d è sempre stata la cosa più comoda
gli uomini che vincono

quelli che perdono
eventi tragici nelle nostra ossa
cosa importa

chiedo solo un rye
ma non c’è nessuna
forma di compassione

qui a dallas, texas, oggi.

martedì, luglio 05, 2016

La sua faccia è sempre così allegra



lei è appena andata
a letto
vedo le costellazioni
come se fossi sempre stato a casa
senza essermi mai sposato
quando mi guarda
quando bevo
quando scrivo
quando telefono
la vorrei morta

abbiamo divorziato 3 anni fa.

lunedì, luglio 04, 2016

Sabato/11 del mattino







é un sabato
caldo
senza gente

con le donne
che pensano alla fantascienza
e quelle ancora più

certo che lei amasse
le corse
e le scommesse

baton rouge
amarillo
corpus christi

cosa importa
all’occhio della fenice
che si espande

ecco, lei, a quel punto della serata, ha iniziato a parlare stretto, molto stretto, era tutta improfumata, parlava di dischi di dischi, di amici, poi è andata in bagno per sistemarsi la mascella ed ha ripreso a parlare tutta composta, altro drink, rossetto, un cristo per i corvi, quindi poi mi ha detto del battello, piena di saturazione, un’antenna nel gabinetto di atena, una laurea qua e la al pireo, luci al neon prima che la primavera cada, è tutto un crogiolarsi di questo sabato, foce del delta

quando le vedove vestono di blu e citano jung
quando il marito omosessuale va dove andare
quando le nonne scelgono giovani al telefono

fuori dalle luci
prima degli sciacalli
di un paesi per vecchi

è solo un cinema per gente
che non desidera altro che il sesso come informazione
la mia guerra, la mia religione, il mio passato

una giovane madre cammina
si ferma ad un semaforo
non ha niente con sé

la giovane madre
era una ballerina
e nei 70 a times square.






sabato, luglio 02, 2016

P.,3.






Là, nelle vie isolate. Barranquilla, Colombia. Il 1982, Pablo. Un sabato. Pablo era ebreo. La verità per lui non era un dado tratto, ma tutto stava nella Bibbia. Nel Libro. La canzone è stata in giro per tanto tempo ed è ora che torni a casa. Cosa c’è di più intimo del proprio nome. Questa vita vissuta, questo racconto totale, questo odio che parte dalle scarpe che indossi. Puoi piacermi ancora? No, il tuo turno è passato. Prendo queste parole dal taccuino di Pablo. Pablo, Pablo, Pablo. Pablo a Stoccolma. In Platea. Prima che attraversasse la linea. Il Nobel. Pablo il comunista libertario. Pablo il capitalista affamato. Cos’è il comunismo, poi. Cos’è il socialismo. Cosa è stato. Solo una storia che ci siamo raccontati per oltre un secolo. Abbiamo illuso le masse. Ci siamo messi al tavolo con loro ed abbiamo puntato alto. Li abbiamo strizzati. Chi sono le masse. Chi sono le persone. Puoi darmi una risposta. Pablo parlava e non c’era mai una linea definita. Lo vedo adesso, a Lisbona. Era il ’78. Ogni tanto parlava di diligenza. Scomodava parole dal suo vocabolario. Poi si rifugiava nella vodka per mesi. Lo potevi trovare davanti all’Empire State Building per giorni. Stava, fotografava, si distoglieva. Era sempre una fonte, un fantasma, un’idea che appariva e poi mi chiedeva Dove è Maria? Dove è Clara. Là, nelle vie isolate. Vissuto per mesi. Barcellona.



venerdì, luglio 01, 2016

P.,2.






1980. Un lunedì. Vienna. 15 dicembre. Pablo deve andare a fare un’intervista a Wiener Zeitung. Paula, a suo dire, l’amore della sua vita, l’ha respinto una volte per tutte - lui dice. Pablo ha quarantasette anni e non si è mai saputo molto di lui. Genitori morti in un incidente stradale (falsità), era a New York nel ’77 quando c’è stato il black-out. Questo è vero. Ho visto delle foto. P. è a Vienna ma vorrebbe solo essere a Berlino, allo zoo. Ogni Quartiere, Una Vita. Lo scriveva da più di dieci anni, qua e là. Forse appena poteva. Non posso parlare. Parlare a Clara. Clara è, era la madre dei figli di Pablo. Io ero solo l’amante di Clara e Pablo l’ha sempre saputo. Quando ho avuto il premio per il mio libro, quando sono stato a Los Angeles per il mio articolo, io e Pablo ci siamo quasi ammazzati. Chi è che veramente, tra noi due, era il più intelligente? Chi scriveva meglio? Io. Ma lui era sempre avanti. Sempre più elegante, sempre più fatto, sempre più brillante. Io l’ho guardato per vent’anni, arrancando, di continuo. Ma cosa sappiamo di tutto questo. Del metterci in piazza. Del metterci l’uno contro uno. Un lunedì a Vienna. Cerco di trovarmi compagnia. Spartitraffico in autostrada. Ho comprato dei libri da mettere sulla tomba di P., se mai ne avrà una. Parliamo di Barranquilla, Colombia.